CALABRIA, IL MISTERO DEI RIFIUTI TOSSICI SOTTERRATI: “SIAMO SOLO UN NUMERO, MORIAMO GIORNO DOPO GIORNO E LO STATO NON CI AIUTA”

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rifiuti-tossici-calabriaTutti tacciono”, due parole che evidenziano quanto sia difficile organizzare una lotta assieme alla cosiddetta società civile, non latitante, ma letteralmente assente sul territorio. Tra Africo, San Luca, Bovalino, Bianco, Brancaleone, non esiste un solo comitato che si batta contro la piaga dei rifiuti tossici. I giovani se ne fregano, le parole durissime di Antonio e le persone anziane, non hanno interesse a conoscere la verità. La triste storia di Africo e di altri comuni ai quali manca qualsiasi punto di riferimento: dai politici, quasi tutti i sindaci sono stati commissariati per mafia, ad un luogo dove poter anche semplicemente parlare di cosa stia avvenendo nei loro territori.

 Rifiuti tossici e radioattivi. Potrebbe essere una delle cause ci dice girando per il cimitero di Africo. Il timore che sulle montagne dell’Aspromonte, ma anche nei letti dei fiumi prosciugati, siano stati sotterrati negli anni 80 e 90, tonnellate di materiale nocivo, non sembra essere possibilità remota. I responsabili? La Direzione Distrettuale antimafia di Reggio Calabria indaga. Si tratterebbe di elementi di spicco dell’andrengheta che avrebbero dato il loro consenso per far depositare fusti nelle campagne circostanti i comuni della Locride. Automezzi carichi di sostanze altamente pericolose arrivate dall’Europa dell’Est. Questa come tante altre seguite dalla DDA, le indagini giudiziarie per fare chiarezza su centinaia di morti sospette che hanno colpito la zona ionica della Calabria.

 

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