La città a zero rifiuti

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tutela-dell-ambiente-850x566Sono in molti a sognare una vita a “impatto ambientale zero”, e non manca chi fa di tutto per ridure il proprio effetto sull’ambiente (anche se per la cronaca c’è anche chi fa di tutto per massimizzarlo), ma sono iniziative prese sempre da singoli individui. Finora, almeno, perché Kamikatsu, in Giappone, punta a diventare la prima città a rifiuti zero.

A Kamikatsu non ci sono neppure i camion della nettezza urbana: i cittadini devono separare i materiali accuratamente a casa, e poi portarli loro al centro di riciclaggio. Come è facile immaginare, all’inizio la cosa ha sollevato qualche protesta, che però si sono ormai sopite ed è diventata una prassi abitudinaria.

La separazione dei materiali è portata all’estremo: ad esempio, al centro di riciclaggio ci sono bidoni diversi per ciascun tipodi carta (di giornale, di riviste, cartone, ecc.) e allo stesso modo le bottiglie di plastica vanno in un bidone diverso dai tappi. Questo consente una elevata efficienza nel recupero dei materiali. Attualmente l’80% della spazzatura viene riciclata, con solo il 20% che finisce in discarica, ma i residenti sono convinti che questa percentuale aumenterà di anno in anno.

Ma non si tratta solo di riciclare: anche il riutilizzo è fortemente incoraggiato. E’ stato creato un negozio dove i residenti possono barattare gli oggetti che non usano più, anziché gettarli, ed è stato creato un laboratorio dove è possibile creare borse, vestiti e anche bambole utilizzando materiali di scarto.

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