Nascite zero, la Lorenzin prova a correre ai ripari

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“Le culle vuole sono il principale problema economico del paese”, lo afferma in un’intervista all’Ansa il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, commentando i dati Istat sulle nascite pubblicati nelle scorse ore. Secondo l’istituto statistico, nel 2015 sono nati 488mila bambini, quindicimila in meno rispetto al 2014, toccando il minimo storico dalla nascita dello Stato Italiano. Il numero dei figli medi per donna,è di 1,35 al 2015 e si conferma il quinto anno consecutivo di riduzione della fecondità.

Sottolinea la Lorenzin: “Sono dati impressionanti ma molto conosciuti. I demografi ne parlano da più di 10 anni a solo ora ora che a curva è cosi scesa ne ha consapevolezza anche l’opinione pubblica”. Il ministro ricorda poi che “un paese dove non nascono bambini è destinato a chiudersi su se stesso. Lo scenario futuro è orrendo. Serve ora un grande investimento culturale per cambiare il messaggio che è passato negli ultimi 40 anni”.

Bisogna dunque far capire che “è normale essere genitori giovani e che per le donne essere madri dovrebbe essere un prestigio sociale. Ma questo non vuol dire che si debba criminalizzare chi non vuole o non può fare figli. Dobbiamo invece rendere bella e prestigiosa la condizione di chi li vuole”. Nel concreto, “serve rendere accogliente la società. Sto lavorando con il governo per agire in questo senso”, mentre attualmente un bambino è visto spesso come un corpo estraneo: “Ci sono le ostilità nei confronti dei bambini nei ristoranti, quando giocano nei cortili e in tante altre circostanze. Un atteggiamento ostile”.

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