Ancora un neonato tatuato. Questa volta a Roma. La Follia continua.

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Dopo il caso di Avellino, sembra essersi innescata una moda.

 Questa volta a Roma, la madre, intervistata dai nostri reporter, ha detto: “Giustissima scelta quella della madre irpina. Rivendico anche io il diritto di tatuare il corpo del mio Carlo. Si diverte a vedere il corpo colorato, gli piace un sacco, ride e gioca con la pelle colorata. Ripeto anche io le parole della donna avellinese: “Il corpo è una tela. Sta a noi colorarla come meglio ci piace. Mio figlio, anche se piccolissimo, si diverte a vedersi colorato. Se non gli piace il disegno, cosa impossibile secondo me, quando sarà grande lo modificherà, lo eliminerà a suo piacimento. Ma non vedo problemi in questo. Perché scatenare una polemica per nulla? E poi, non c’è mica una legge che mi impedisce di tatuare il mio piccolo? Siamo sempre un branco di perbenisti perdigiorno. Libertà di scelta, sempre”. Parole dure quelle della madre di Carlo che, anche in questo caso, sembrano solo rivendicare il diritto di una scelta. Il problema riguarda però, come ripetuto più volte da tutti i critici e gli opinionisti del caso, la consapevolezza o meno del neonato.
 

Secondo il dottor Massimo Gella, medico dell’infanzia, il bambino già nei primi mesi può recepire molte cose: “Secondo i nostri recentissimi studi, un neonato è già in grado di capire più di quanto crediamo. Vedete, forse l’accanimento contro queste madri che stanno tatuando i propri figli è sbagliato. Probabilmente lo faranno comunque nei prossimi anni. Andiamoci coi piedi di piombo sulla questione”. Ma parlano ancora i referenti di “noviolenceonchildren”: “Basta adesso. Che il governo faccia una legge che vieti i tatuaggi sui neonati. Siamo stufi”.

Parole durissime che lasciano presupporre una imminente mossa del governo per regolare la questione che è praticamente diventata un caso nazionale. Nei prossimi giorni ci saranno, ovviamente, tutti gli aggiornamenti sull’intricata questione.

 

http://www.ilgiomale.it

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