Crescita, migranti, euro e banche: Renzi va a tutta Europa (chiede l’elemosina)

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Il governo italiano scrive all’Ue per chiedere eurobond per i migranti, flessibilità, un Fondo monetario europeo e un superministro delle finanze

Matteo Renzi chiede aiuto all’Europa e in un documento all’Unione europea prova a dettare la linea a tutta l’Europa.

Dalle misure per la crescita a quelle per la gestione dell’emergenza immigrazione, dai fondi di garanzia per le banche a un superministro delle finanze.

Si parte dalla questione dei migranti, “una sfida senza precedenti” che richiede una risposta “comune e condivisa” dell’Europa. Ma senza rendere vano l’accordo di Schengen, che è “è una delle principali conquiste dell’integrazione europea e deve essere preservato e rafforzato”. L’importante per l’Italia è che le frontiere dell’intera Ue vengano gestite in modo “condiviso”, anche a costo di ricorrere a “un meccanismo di finanziamento mutualizzato che potrebbe comportare l’emissione di bond comuni”. Insomma, i Paesi emettono eurobond per trovare i soldi necessari ad accogliere i profughi.

Dal punto di vista finanziario, poi, è necessario secondo Roma trasformare l’attuale Esm (il meccanismo europeo di stabilità), in un “Fondo monetario europeo”. Contemporaneamente il governo italiano si è detto d’accordo a creare un superministro delle Finanze comune in Eurozona, perché possa “eseguire una politica fiscale comune e assicurare una politica di bilancio coerente ed equilibrata internamente, che sia perseguita a livello aggregato”. “A tal fine, sarebbe necessario un bilancio della zona euro, con risorse adeguate”, aggiunge il documento, “Naturalmente, un tale ministro dovrebbe essere politicamente capace di svolgere a pieno il proprio ruolo”.

Per quanto riguarda le banche, Palazzo Chigi sottolinea che l’unione bancaria è ancoraincompleta e deve essere dotata di strumenti efficaci per affrontare crisi sistemiche” come il fondo di garanzia sui depositi. La chiave è la “condivisione dei rischi” che possano “assicurare nel futuro prospettive credibili di stabilità finanziaria”. “Un sistema europeo di assicurazione dei depositi (Edis) migliorerebbe in modo significativo il funzionamento dell’Unione Bancaria, garantendo una maggiore efficienza e la stabilità finanziaria”, prosegue il governo, “Ancora più importante sarebbe aumentare la fiducia, che è l’ingrediente chiave per il successo dei sistemi bancari e che contribuisce, a sua volta, a ridurre i rischi”.

Finalmente l’Italia conterà qualcosa in Europa? Difficile. Il cosiddetto position paper è “acqua fresca”, secondo il capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta: “Più descrittivo che propositivo. C’è del nuovo e c’è del buono. Peccato che il nuovo non sia buono e il buono non sia nuovo”.

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