Profughi spacciano alla stazione, li rilasciano e tornano a spacciare

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r3j5txoeSTAZIONE. Uno arriva dal Togo e vive nella Casa dei diritti Don Gallo, in via Tommaseo. L’altro è arrivato dalla Nigeria e, almeno formalmente, vive tra i richiedenti asilo dell’ex caserma di Bagnoli, dove sono stati trasferiti molti ospiti della Prandina. In attesa del riconoscimento dello status di rifugiati (se arriverà mai), i due si sono integrati a modo loro. Nella zona della stazione ferroviaria hanno intrecciato una rete di piccolo spaccio di droga con un discreto numero di clienti. Se ne sono resi conto gli agenti del nucleo antidroga della polizia locale che martedì mattina hanno tenuto sotto controllo per qualche ora l’incrocio di via Codalunga e le mosse di Dogi Kinde (33 anni, originario del Togo) e Oputuodili Aigbedo (29 anni, nigeriano), entrambi già noti perché arrestati anche di recente – l’ultima volta pochi giorni prima – e sempre per spaccio di droga.
Tra il marciapiede di via Codalunga e la stazione, muovendosi con una bicicletta e utilizzando una campana per il riciclaggio della carta come deposito, i due erano in grado di rispondere alle richieste di diversi clienti, tutti italiani, e di vendere loro piccoli quantitativi di droga.Dalle 9.30, quando gli uomini della polizia locale hanno cominciato a osservarli, i due hanno “servito” prima un padovano (C.O., poi fermato e identificato in via Trieste: sarà segnalato alla Prefettura come assuntore) che chiedeva due dosi (1,23 grammi) e poi un veronese (P.R., vent’anni, fermato poco

 

Ma hanno anche provato a piazzare la loro droga ad altri passanti, proponendogliela senza troppi scrupoli. Verso le 11 i due immigrati si sono separati ed è scattato il blitz degli uomini della polizia locale, divisi in due pattuglie. Aigbedo è salito in bici ed è andato in piazza De Gasperi, dove è stato raggiunto e fermato, per poi essere portato negli uffici di via Liberi. Kinde invece è tornato verso i contenitori della differenziata. Da una campana blu ha tirato fuori un sacchetto, ha preso altri involucri e ha contrattato l’affare con un altro acquirente (un ucraino di 20 anni, M.M., anche lui poi segnalato). I due sono stati fermati in quel momento. E dalla campana dei rifiuti è saltato fuori il sacchetto in nylon che conteneva 17 involucri di marijuana: in totale poco meno di dieci grammi di sostanza stupefacente. Sia Aigbedo che Kinde sono stati denunciati per concorso in spaccio di droga e ieri mattina sono stati processati per direttissima al tribunale di Padova. L’arresto è stato convalidato, per entrambi è stato disposto il divieto di dimora nel Veneto mentre l’udienza è stata rinviata ad un’altra data.

http://tuttiicriminidegliimmigrati.com/

 

 

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