Rom ricoverata in ospedale: derubava gli altri ammalati

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zkpp4jelÈ stata ricoverata d’urgenza, operata e curata, la sua degenza (anche dopo la guarigione) è costata ai contribuenti 500 euro al giorno. E intanto lei che faceva? Rubava in corsia. E se la rideva pure, offendendo le guardie e infischiandosene delle telecamere che la riprendevano durante i furti. Si chiama Loredana Maier, è una rom di 47 anni con precedenti penali, senza parenti (in realtà la rinnegano) ne fissa dimora: nessun municipio è disposto a concederle la residenza e, per questo, dallo scorso maggio mangia e dorme all’ospedale di Vicenza: dapprima in veste di paziente bisognosa, poi come ingombrante ospite di cui l’azienda sanitaria non riusciva in nessun modo a liberarsi, si legge su “Libero”.

 

La rom è costata ai contribuenti 500 euro al giorno

La donna (come raccontava ieri il Corriere Veneto) era arrivata nel nosocomio vicentino lo scorso 29 maggio in condizioni piuttosto gravi, a causa di una ischemia midollare: immediatamente presa in carico dall’unità spinale dell’ospedale (centro d’eccellenza per questo tipo di patologie) venne curata con una serie di delicati interventi e tutte le terapie necessarie, fino a dicembre. Dopodiché, secondo i medici, a fine anno doveva essere dimessa. Le cure erano terminate, lei stava meglio e – sia pure costretta in carrozzina dalla malattia doveva esser rimandata a casa. Già, ma a casa dove? La signora in questione non risulta risiedere, ne esistere, da nessuna parte se non negli annali giudiziali del tribunale di Vicenza, dove era stata processata – appena tre anni prima – insieme ad altri sei compari (rom pure loro) per una serie di furti messi a segno in Alto Adige, che avrebbero fruttato alla banda centinaia di migliaia di euro.

La zingara aveva precedenti per furti vari

Per il resto di lei non c’è traccia: non a Sarcedo, dove aveva dichiarato di abitare, né a Bolzano, dove risiedeva anni fa. Mentre dal canto suo il comune di Morbegno (provincia di Sondrio), dove la rom sarebbe nata, si è rifiutato di iscriverla alla propria anagrafe. I parenti? Mai più visti da quella volta che la nipote che era andata a trovar la donna in ospedae span portandosi via, oltretutto, le scarpe recuperate per la signora attraverso i volontari della Caritas. E dunque che fare? Dallo scorso dicembre gli uffici del l’Ausl 6 stanno lavorando alacremente per trovare una soluzione all’impiccio, non facile, visto che le strutture pubbliche non possono dimettere un paziente senza una destinazione ufficiale. Intanto la «degente», senza farsi scrupoli, appena tornata in salute era tornata pure in attività: si è messa a chiedere l’elemosina nei corridoi dell’ospedale e ha rubato un giubbotto e una borsetta di altri ammalati, aggiudicandosi in poco tempo due denunce per furto aggravato e oltraggio a pubblico ufficiale.


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