Orfini punta tutto sui migranti: ​”Sono nel dna delle primarie”

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1456507372-ansa-20160225151522-177969311Oggi l’incontro col rappresentate della comunità cinese. Ma Orfini punta a coinvolgere più stranieri possibili. Ma c’è l’ombra dei brogli come è già successo a Milano

Dopo Milano, Roma. Alle primarie per il Campidoglio il Partito democratico scommette ancora sugli immigrati.

Giuseppe Sala è stato incoronato candidato per il centrosinistra alle comunali di Milano da una folta schiera di cinesi che sono accorsi a votare Mister Expo. Matteo Orfini punta al bis allargando a tutte le comunitò straniere che popolano la Capitale. “La partecipazione degli immigrati fa parte del Dna delle primarie – ha detto il commissario del Pd romano – noi ne siamo orgogliosi”.

Oggi Orfini ha incontrato al Nazareno il rappresentante delle associazioni di cinesi di Roma Marco Wong. Nei giorni scorsi Wong aveva chiesto aveva chiesto un incontro ai sei candidati ai quali sottoporre richieste e proposte della comunità cinese della Capitale. Il primo a riceverli è stato Stefanop pedica. La comunità cinese, in vista delle primarie, ha avviato una campagna di sensibilizzazione al voto degli elettori sino-italiani denominata “Jasmine Roots” (radici di gelsomino). “Abbiamo sempre ritenuto positivo che gli immigrati votino”, commenta Orfini ritenendo questo come “un aspetto importante per l’integrazione delle comunità immigrate”.

Orfini prende le distanze dalle polemiche scoppiate a Milano alle primarie, che hanno incoronato Sala candidato del centrosinistra, sulla regolarità delle consultazioni. E torna a difendere il diritto di voto agli immigrati: “Ci sono regole fatte ad hoc per gli immigrati e i 16enni, regole che prevedono una pre-registrazione il giorno prima del voto nella quale è possibile verificare, oltre ai documenti, anche l’adesione consapevole alle primarie”. La prossima settimana, in occasione del Forum immigrazione del Pd, Orfini presenterà un documentario con militanti e iscritti. “Nel nostro forum non ci sono solo cinesi ma molti altri rappresentanti di comunità straniere che lavorano a Roma e vogliono integrarsi: africani, romeni, albanesi – spiega – noi vogliamo che queste persone vengano a votare alle primarie, vogliamo che partecipino alla vita cittadina”. Come già fanno i minorenni, gli immigrati dovranno pre-registrarsi.

Aldilà delle regole e del vademecum, il voto degli immigrati alle primarie anziché integrare viene usato dai vertici del Pd per far passare il proprio candidato. A Milano, per esempio, la comunità cinese si è fiondata in massa a sostenere Sala. Che, poi, ha immancabilmente vinto. Non resta che vedere cosa succederà a Roma.


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