Orgoglio Italia, Ennio Morricone trionfa agli Oscar

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l6g34l3b„Dopo aver ricevuto quello alla carriera nel 2007, il maestro italiano, 87 anni, ha vinto quello per la miglior colonna sonora con il film di Quentin Tarantino “The Hateful Eight”. Standing ovation per il compositore che dedica il premio alla moglie“  Trionfo per Ennio Morricone agli Oscar. Dopo aver ricevuto quello alla carriera nel 2007, l’87enne maestro italiano ha vinto quello per la miglior colonna sonora con il film di Quentin Tarantino “The Hateful Eight”. Standing ovation per il compositore che, salito sul palco accompagnato dal figlio Giovanni, ha abbracciato Quincy Jones e, profondamente commosso, ha parlato in italiano. “Buonasera signori”, ha detto, rendendo omaggio agli altri compositori, in particolare a John Williams, autore della colonna sonora di Star Wars The Force Awakens. “Non c`è una musica importante senza un grande film che lo ispiri. Ringrazio Tarantino per avermi scelto. Dedico questo premio a mia moglie Maria”. Morricone era alla sesta nomination senza mai riuscire a vincere l’Oscar.

 

Nel 1979 ci provò con “I giorni del cielo”. Nel 1987 fu la volta di “Mission”, poi nel 1988 “Gli intoccabili”, nel 1992 “Bugsy”, nel 2001 “Malena”.Ennio Morricone ha scritto le musiche per più di 500 tra film e serie TV. Le sue composizioni sono state usate in più di 60 film vincitori di premi. Personalmente ha vinto tre Grammy Awards, tre Golden Globes, sei BAFTAs, dieci David di Donatello, undici Nastro d’Argento, due European Film Awards, un Leone d’Oro alla carriera, un Polar Music Prize, un oscar alla carriera.  

DI CAPRIO – Standing Ovation per Leonardo DiCaprio salutato da tutti i suoi colleghi al Dolby Theatre di Los Angeles. Dopo cinque nomination senza alcun riconoscimento, Il 41enne attore ha vinto l’Oscar come miglior attore protagonista per la sua interpretazione in “The Revenant – Redivivo” . Visibilmente emozionato, quasi imbarazzato per il tributo riservatogli dalla platea, DiCaprio ha ringraziato suo “fratello” Tom Hardy così come il regista Iñárritu, Emmanuel Lubezki, oscar per la miglior fotografia, e Martin Scorsese. Ha anche rivolto un messaggio ambientalista. “I cambiamenti climatici sono reali – ha detto – e stanno accadendo proprio ora. E’ la minaccia più urgente per l’intera specie che dobbiamo affrontare. Abbiamo bisogno di lavorare tutti insieme senza più rimandare”.

Il film è basato sull’omonimo romanzo del 2003 di Michael Punke, ed è parzialmente ispirato alla vita del cacciatore di pelli Hugh Glass, vissuto a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento e che, nel 1823, durante una spedizione commerciale lungo il Missouri, fu abbandonato in fin di vita dai suoi compagni, riuscendo a sopravvivere.

L’attore di Titanic aveva ricevuto finora cinque nomination con “Buon compleanno Mr Grape” (1994) dove a diciannove anni affiancò Johnny Depp interpretando Arnie Grape, un diciottenne mentalmente ritardato dalla nascita. La seconda nomination nel 2005 con il film “The Aviator”. Nel 2007, fu la volta di “Blood Diamond” . Nel 2015 “The wolf of Wall Street” il ruolo del broker newyorkese Jordan Belfort non gli è bastò per aggiudicarsi la statuetta. Quest’anno “The Revenant” partiva tra i favoriti avendo anche già vinto ai Golden Globes 2016 

SPOTLIGHT MIGLIOR FILM – “Mad Max” pigliatutto agli 88esimi Oscar con 6 statuette (tutti premi tecnici: costumi, montaggio, sonoro, montaggio sonoro, scenografia, acconciatura) ma è il “caso Spotlight” il miglior film del 2015. Il film racconta la storia del team di giornalisti investigativi del “Boston Globe” che nel 2002 ha sconvolto la città con le sue rivelazioni sulla copertura sistematica da parte della Chiesa Cattolica degli abusi sessuali commessi su minori da oltre 70 sacerdoti locali, in un`inchiesta premiata col Premio Pulitzer.

“Papa Francesco, è arrivato il momento di pensare ai bambini”, è stato l’appello dei produttori dai microfoni del teatro. L’ultimo dei tanti discorsi sentiti in una notte stellare che ha consacrato Leonardo DiCaprio, oscar per The Revenant, ed il genio italiano di Ennio Morricone, oscar per la miglior colonna sonora per il film di Quentin Tarantino “The Hateful Eight”.

Alejandro González Iñárritu fa il bis e dopo Birdman vince l’oscar alla regia anche per The Revenant. Oscar alla migliore attrice protagonista a Brie Larson, ventiseienne interprete alla prima nomination per “Room”. La grande delusione è stata quella di Sylvester Stallone, mancato oscar come migliore attore non protagonista in “Creed – Nato per combattere”, in cui indossa per la settima volta i guantoni di Rocky. La statuetta è andata, invece, a Mark Rylance per “Il ponte delle spie” considerato il massimo attore teatrale vivente. Alicia Wikander, 26 anni, si è aggiudicata il premio come miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione in “The Danish Girl” di Tom Hooper.

 

Wikander, svedese, è considerata la nuova Bergman. Il miglior film straniero è ungherese: “Il figlio di Saul” di Laszlo Nemes che racconta di un gruppo di prigionieri ebrei isolati dal campo e costretti ad assistere i nazisti nella loro opera di sterminio. “Questo film può farci capire che anche nei momenti più bui e drammatici, dobbiamo restare umani” ha detto il regista. “Inside Out” è stato riconosciuto, infine, come il miglior cartone animato. “Abbiamo fatto questo film guardando i nostri figli. Non lasciamoci andare alla tristezza ma alla creatività nei momenti difficili” hanno detto i registi. Oscar anche all’insegna della polemica bianchi-neri con Chris Rock, il comico che ha presentato la serata, che ha subito puntualizzato: “Certo negli anni scorsi le cose andavano allo stesso modo, solo che i neri non protestavano perché avevano altro di cui occuparsi: neri appesi agli alberi, violentati, linciati, chi se ne importava a chi andava il premio al miglior lungometraggio. Spike, Will, Jade, ma cosa boicottate a fare? Perché ragionare ancora in termini di miglior attore/attriceà Comunque tranquilli ci sarà un momento tutto dedicato ai neri: nel pacchetto in memoriam troveremo solo neri uccisi mentre andavano al cinema. Non è una questione di boicottaggio, ma di opportunità: vogliamo le stesse opportunità”.

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