Il presidente del Ciad lancia l’allarme: “I terroristi islamici arrivano in Europa con i barconi dei migranti”

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Lui si chiama Idriss Deby Itno ed è il presidente della Repubblica del Ciad. Il Paese è considerato uno dei più poveri dell’ Africa e, quindi, dell’ intero mondo, ma è tornato decisivo per le «migliaia di chilometri» di confine con la Libia, il vero “colabrodo” di questa nuova ondata migratoria che sta sommergendo l’ Europa. Scrive Libero Quotidiano

Presidente dal 1991, Deby Itno ha approfittato dei colloqui avuti con le principali autorità italiane ed europee tra martedì e mercoledì per lanciare un allarme: «I terroristi vengono in Europa sfruttando l’ immigrazione illegale, attraversando il Mediterraneo coi barconi», ha avvertito, per la prima volta, nel corso di un incontro con il presidente dell’ Europarlamento, Antonio Tajani. Ricevuto presso la sede dell’ Ue a Roma, ha rivendicato il ruolo dell’ esercito del suo Paese che «garantisce un freno a flussi migratori verso la Libia e quindi verso l’ Europa» ed ha chiesto una mano per fronteggiare i terroristi “nostrani”, quelli di Boko Haram.

Da luglio il suo Paese ha promosso la creazione di un “asse” degli Stati del Sud Sahel (Mali, Mauritania, Niger e Burkina Faso) finalizzato a combattere le organizzazioni jihdadiste, che appunto, partono da lì e sbarcano in Italia per mezzo dei barconi. Un allarme relativo ai kamikaze sui barconi, trapelato dal Copasir, era stato smentito dalla Farnesina nel 2015. Rilanciato dagli 007 francesi sentiti dal Washington Post l’ anno dopo, il fenomeno è confermato oggi da parte di un Capo di Stato africano. Deby Itno è stato ricevuto ieri da Sergio Mattarella e da Paolo Gentiloni. «Serve cooperazione; darebbe speranza ai giovani dell’ Africa che partono e muoiono nel Mediterraneo», ha detto loro.


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