Stop allo Ius soli, Mario Giordano: “Merito della Lega. La sinistra è fuori dalla realtà”

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In un certo senso la celebre “annuncite” di Matteo Renzi ha colpito ancora. Il segretario del PD e tutto l’apparato del partito di governo ripetevano e spergiuravano, da mesi, che lo Ius soli sarebbe stato calendarizzato a settembre. Poi dopo aver verificato i numeri in Senato e compulsato qualche sondaggio, ecco l’imbarazzata retromarcia, con il capogruppo dem Luigi Zanda che ha rimandato il tutto a un imprecisato futuro che non pare così imminente. Certificando l’affossamento di una legge che la gran parte degli italiani, stando appunto a tutte le rilevazioni, ritiene inaccettabile.

Mario Giordano, direttore del TG4 e saggista, come valuta lo stop allo Ius soli?
Per fortuna la battaglia condotta da alcune forze politiche, in particolare dalla Lega, ha fatto emergere l’incapacità di una maggioranza che non è in grado di fare ciò che dice. In questo caso, fortunatamente. Il provvedimento sarebbe stato disastroso per il Paese. La battaglia politica ha avuto il merito di evidenziare quanto fosse folle anche solo parlare di Ius soli nel contesto attuale. Per la verità la maggioranza non è in grado di portare a termine nulla di ciò che annuncia, a cominciare dai vitalizi che aveva promesso di abolire e che invece continueranno ad esistere.

Qual era la ratio del provvedimento?
La legge non era nata pensando al bene del Paese, ma unicamente per ragioni strumentali, di equilibri interni a un’area politica, con l’obiettivo di allungare un boccone alla sinistra. Una legge nata per ragioni politiche muore per ragioni politiche.

Il PD parlava di priorità da approvare assolutamente, fingendo di ignorare la netta contrarietà degli italiani.
A dimostrazione di come il Palazzo in questo momento sia lontano anni luce dalla realtà del Paese. Assurdo far nascere una legge così fondamentale per la vita collettiva, perché va a toccare l’essenza stessa del concetto di Paese, solo ed esclusivamente per motivi politici. Per nemesi poi, come in una vendetta, quella stessa legge viene affossata per motivi politici. Ma c’è un altro esempio nel dibattito odierno che certifica questa distanza siderale.

Ovvero?
La discussione allucinante sulla legge contro il fascismo. Ora vogliono anche devastare i monumenti e grattare le scritte Dux dagli obelischi. Sembra davvero di assistere a un dibattito di pazzi. Poi si lamentano che la gente è schifata dalla politica: al rientro dalle lunghe vacanze il Parlamento di cosa discute? Di spezzare le reni all’obelisco. Una follia.

Asserragliati nel Palazzo e nei privilegi, i governanti non comprendono le reali necessità del Paese?
L’impressione comune, quella della gente, è che nel Palazzo non si chiedano di cosa ha bisogno il Paese, ma di cosa hanno bisogno loro. Una persona normale, di qualunque orientamento politico, alla domanda su quali siano le priorità dell’Italia non può certo rispondere lo Ius soli.

Paradossalmente anche lo Ius soli rientra tra le promesse mancate. Renzi e il PD non hanno mantenuto la parola nemmeno su questo.
In generale è angosciante questa incapacità decisionale. Abbiamo politici che esultano per uno 0,1 in economia mentre in Europa tutti i Paesi ci passano davanti. Sono gli stessi che esultano per i dati sul lavoro nonostante lo spaventoso tasso di disoccupazione giovanile. Minniti poi fa un passo avanti e uno indietro. Si tratta di una maggioranza che naviga a vista in attesa della fine della legislatura.

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