Il senatore e l’emergenza stupri: “Le donne siano più accorte”

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L’emergenza stupri, con i recenti fatti accaduti a Rimini prima e a Firenze poi? “Sono abbastanza vecchio per ricordarmi donne più accorte”, con queste parole il senatore di Ala, Vincenzo D’Anna, ai microfoni di Radio Cusano Campus, evidenza che “la donna porta con sé l’idea del corpo, l’idea della preda”. Il senatore, che in passato aveva polemizzato con il Movimento 5 Stelle sui costi della politica, spiega infatti che “una donna aggredita da un bengalese alle tre di mattina un tempo non ci sarebbe mai stata”.

La ‘tesi’ del senatore D’Anna, insomma, è che qualche responsabilità la donna ce l’abbia: “Se si trova in una zona di periferia, sola in mezzo alla strada, può anche essere oggetto di un’aggressione. Non giustifico gli stupratori, gli darei 30 anni di carcere, ma serve attenzione e cautela da parte delle donne. Se cammina un uomo solo alle tre di notte non gli succede niente, se cammina una bella ragazza, magari vestita in modo provocante con degli hot pants, e si trova in determinati ambienti, si espone”.

“Molte volte servirebbe un minimo di cautela. Qui tutti vogliono fare tutto. Io non sono un maschilista, ma il corpo della donna è oggetto e fonte di desiderio da parte dell’uomo”, dice il senatore D’Anna, lo stesso che un paio di anni fa in Aula a Palazzo Madama si sarebbe rivolto alle senatrici del Movimento 5 Stelle toccandosi i genitali e per questo è stato sospeso per cinque giorni dai lavori, insieme al suo collega Lucio Barani, che secondo le accuse avrebbe mimato un rapporto orale.

Sottolinea ancora D’Anna: “E’ un istinto, sarà primordiale, sarà ancestrale, quello che volete. Le donne devono pensare che c’è gente in giro che può fargli del male. Le donne hanno un appeal che è diverso dagli uomini, potrei parlare degli ormoni, dell’aggressività. Certe volte un tipo di abbigliamento, un tipo di contesto, fa pensare a dei soggetti che siano una manifestazione di disponibilità da parte della donna”. Poi conclude: “Serve un poco di buon senso, un poco di cautela, alle donne non farebbe male.Non è una manifestazione di inferiorità. Io alle tre di mattina sconsiglierei a mia figlia di camminare in una periferia da sola, peggio ancora se è vestita in maniera disinvolta”.


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