Bergamo, sono nate due gemelline siamesi: caso raro ogni 200mila nascite

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Succede una volta ogni 200 mila nascite: all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo sono nate due gemelline siamesi, unite all’altezza dell’addome e con un unico fegato in comune.

È così raro che non era mai successo prima a Bergamo e nessuno degli operatori sanitari aveva mai assistito a un parto siamese in precedenza. Così, per garantire la riuscita in sicurezza, tutte le operazioni sono state simulate più volte nei giorni prima dell’intervento. Fortunatamente tutto è andato per il meglio e sia la mamma. una giovane donna italiana, che le neonate stanno bene.

Le due gemelline sono nate la mattina del 23 agosto con un parto cesareo programmato alla 35esima settimana di gestazione. L’operazione è durata un’ora e venti minuti e immediatamente dopo la nascita, le bambine sono state sistemate in una culla termica realizzata appositamente per loro. A dare la notizia è il Corriere della Sera che precisa, però, che per le neonate la prognosi resta riservata.

Vengono chiamati gemelli “siamesi” quei gemelli identici che nascono uniti tra loro in una parte del corpo. È un evento molto raro, tanto che nella letteratura scientifica si conta un solo caso ogni 200 mila nascite. Nel 75% dei casi, però, le malformazioni conseguenti a questa condizione non permettono ai bimbi di sopravvivere.

Le due gemelline di Bergamo sono nate con una parte di addome in comune e condividono anche una porzione di fegato. Al momento, i medici non si sbilanciano sulle prossime fasi del percorso terapeutico per le due piccole.

L’Italia detiene il record del primo intervento di “separazione” di due gemelle siamesi effettuato con successo in Europa. Il 10 maggio 1965, all’Ospedale Regina Margherita di Torino, Giuseppina e Santina Foglia, nate nel 1958 unite all’altezza del bacino nella parte ossea sacrale e con alcuni settori dell’apparato genitale e urinario in comune, sono state separate con un complicato intervento chirurgico, straordinario per l’epoca, condotto da una equipe di 24 medici.

 

Fonte: http://www.ilgiornale.it/

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