Cacciato di casa perché gay, il Tribunale obbliga i genitori a mantenerlo

loading...

Si è conclusa con una vittoria della giustizia contro un omofobia così forte da sovrastare l’amore che un genitore dovrebbe provare per il figlio: Francesco, diciottenne napoletano dichiaratosi gay ai genitori, era stato cacciato di casa appena compiuta la maggiore età, ma il Tribunale di Napoli ha sentenziato che i genitori gli devono versare un assegno di mantenimento finché non avrà raggiunto l’indipendenza economica.

Questa assurda vicenda era cominciata lo scorso 24 agosto quando sia Francesco che il suo compagno Giuseppe (20 anni, anche lui dichiaratosi gay da poco) erano stati messi alla porta dalle rispettive famiglie poiché non accettavano la loro relazione. I due giovani sono stati costretti a vivere per strada per una settimana, finché l’Arcigay di Napoli non si è interessata al caso ed ha permesso loro, innanzitutto di trovare un alloggio, quindi di intentare causa di separazione dalla famiglia. Il caso aveva avuto risalto nazionale già qualche giorno fa, quando Cristiano Malgioglio ne aveva parlato in diretta al ‘Grande Fratello Vip’.

Ieri è arrivata la sentenza del Tribunale di Napoli che tenendo anche presente quanto scritto sull’ordinanza: “Il figlio Francesco, anche se maggiorenne non ha raggiunto l’indipendenza economica e pertanto risulta beneficiario della assegnazione della casa familiare in quanto e se convivente con la madre; e che pertanto non risulta data piena esecuzione all’ordinanza presidenziale”, obbligherà i genitori di Francesco a versare l’assegno di mantenimento finché il figlio non avrà raggiunto l’indipendenza economica. Sebbene la sentenza abbia sancito la separazione con la famiglia, non è chiaro se al ragazzo sarà permesso di avere rapporti con la sorella più piccola.

Questo caso dimostra ancora una volta come in Italia ci siano ancora casi di discriminazione legati alla sessualità. In passato tali forme d’intolleranza sono costate care alle vittime della discriminazione che, stanche di essere vessate, hanno preferito porre fine alla propria vita piuttosto che continuare a subire le violenze psicologiche di familiari e coetanei.

 

WWW.DIRETTANEWS.IT

Potrebbero interessarti anche...

loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *