Disabile dopo Rigopiano, si presenta dalla funzionaria che fece del sarcasmo sull’allarme: “Allacciami le scarpe”

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Giampaolo Matrone, uno dei sopravvissuti del disastro dell’Hotel Rigopiano avvenuto lo scorso gennaio e che provocò la morte di 29 persone, tra le quali sua moglie, dopo aver denunciato l’assenza dello Stato nella sua vicenda con parole forti, si è reso protagonista di un gesto eclatante.come riporta direttanews.it, l’uomo si è recato alla Prefettura di Pescara allo scopo di incontrare la funzionaria che al momento della sciagura non credette all’allarme lanciato dal cuoco dell’albergo. “Sono qui con la scarpa slacciata, me l’allacci lei: per colpa sua ho perso l’uso della mano destra e della gamba”, ha esclamato Matrone, che da allora è diventato disabile e sta procedendo con delle faticose terapie per cercare di riacquistare l’uso degli arti. Oltre a tutto ciò, l’uomo deve anche crescere la sua bambina di 6 anni. Il fatto è avvenuto questa mattina. Con Matrone, in Prefettura a Pescara, c’erano anche Gianluca Tanda, che perse il fratello Marco, e Marco Foresta, il quale al Rigopiano ha invece subito la perdita dei genitori.

Rigopiano, la clamorosa provocazione di un superstite

La donna è rimasta assolutamente sorpresa e si è giustificata discolpandosi di quanto successo, per poi allontanarsi frettolosamente. Matrone ha poi detto ai giornalisti di aver voluto mostrare alla funzionaria come, secondo lui, il fatto di aver preso l’allarme come uno scherzo abbia avuto delle conseguenze devastanti sulla sua esistenza: “Le ho detto che mi ha rovinato la vita, dal momento che mia figlia non ha più una mamma. Almeno ho visto qualcuno dei responsabili versare una lacrima, visto che fino ad oggi abbiamo pianto soltanto noi sopravvissuti e le famiglie delle vittime”. Matrone venne estratto vivo dopo più di 60 ore nelle quali rimase con un braccio ed una gamba incastrati. Proprio qualche giorno fa ha affermato: “Per come sono andate le cose, sarebbe stato meglio morire sotto alla neve, visto che lo stato mi ha abbandonato del tutto, così come ha fatto con gli altri superstiti”.

“Vogliamo giustizia”

Gianluca Tanda, del ‘Comitato Vittime di Rigopiano’, dichiara: “Con le istituzioni non sarà mai possibile una riconciliazione, perché le responsabilità sono in maniera evidente da imputare ad un errore umano, a partire dalla centralinista che recepì le prime richieste di aiuto e finendo con chi governa la Regione Abruzzo e l’Italia tutta. Vogliamo che qualcuno si esponga su quanto avvenuto ad inizio 2017”. Marco Foresta aggiunge: “L’ultima volta che abbiamo sentito le istituzioni è stato quando ci hanno restituito i corpi dei nostri cari. A distanza di nove mesi abbiamo sempre le stesse incertezze e paure delle ore immediatamente successive a quella tragedia. La cosa incredibile è che nessuno dalle istituzioni, a qualsiasi livello, ci ha chiesto in tutto questo tempo come stiamo e se abbiamo bisogno di qualcosa”.

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