LE APNEE NOTTURNE: PREDISPOSIZIONE O ABITUDINI?

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5672-le-apnee-notturne-predisposizione-o-abitudiniÈ una tra le patologie respiratorie più diffuse. La diagnosi è possibile solo con la polisonnografia, un esame che consente di studiare il sonno. Esistono fattori predisponenti, alcuni dei quali si possono correggere modificando le proprie abitudini e il proprio stile di vita

Che sono le apnee ostruttive notturne

Le apnee ostruttive notturne (OSAS) sono una condizione clinica caratterizzata da episodi ricorrenti di apnea temporanea (cessazione della ventilazione) o ipopnea (riduzione della ventilazione). Tali episodi si verificano caratteristicamente durante il sonno.

Basandoci sulla Classificazione internazionale dei disturbi del sonno possiamo definire le OSAS come una condizione caratterizzata da:

  • Episodi di apnea e/o ipopnea durante il sonno di cui il soggetto spesso non è consapevole. Tali “sospensioni del respiro” possono essere anche superiori al minuto; solitamente la respirazione riprende con il risveglio del paziente (che può anche essere brevissimo e quindi inconsapevole).
  • Sonnolenza diurna che, all’inizio, è tipicamente postprandiale e poi, con il progredire della patologia, si verifica quando cala l’attenzione (per esempio, davanti alla tv o quando si viaggia come passeggeri) fino a interferire con la vita di relazione e con le normali attività quotidiane (sonnolenza quando si è alla guida dell’auto o mentre si dialoga in maniera rilassata).
  • Evidenza, alla polisonnografia, dei parametri che consentono di fare diagnosi di apnee ostruttive notturne.
  • Segni clinici associati alle apnee notturne: mal di testa al mattino, russamento sonoro, secchezza della bocca al risveglio.

 

Apnee ostruttive notturne: i fattori predisponenti

Esistono fattori che predispongono allo sviluppo delle apnee notturne, su alcuni si può intervenire modificando il proprio stile di vita.

  • Obesità: i depositi di adipe, in particolare quelli a livello della gola, del palato e dell’addome, favoriscono l’insorgenza delle apnee notturne. È quindi importante mantenere un peso corporeo nella norma.
  • Assunzione di alcool
  • Assunzione di farmaci che svolgono un’azione depressiva sul sistema nervoso centrale
  • Sesso: le apnee notturne sono più diffuse tra gli uomini
  • Menopausa: dopo la menopausa le OSAS sono più frequenti
  • Età: le apnee notturne sono più frequenti tra i 50 e i 70 anni
  • Posizione supina: in quanto favorisce lo schiacciamento delle vie respiratorie
  • Alcune anomalie anatomiche: anomalie delle vie aeree superiori o del massiccio cranio-facciale
  • Alcune patologie, tra cui ipotiroidismo, diabete, acromegalia, proteinuria e ipertensione arteriosa. In generale, tutte le malattie cardiovascolari.

 

Perché è importante curare le apnee notturne

Il motivo che spinge chi soffre di apnee notturne a rivolgersi al proprio medico curante è solitamente l’ipersonnolenza diurna. Inizialmente, questo sintomo viene sottostimato dal soggetto che ne soffre, che tende quindi a non recarsi al medico e a non affrontare il problema ma, quando il disturbo diventa più serio, il paziente si allarma e chiede un parere clinico. A quel punto, dopo un’accurata anamnesi, il  medico prescriverà una polisonnografia, l’unico esame che, studiando il sonno, consente di fare diagnosi certa di OSAS.

Curare le apnee ostruttive è importante non solo per gli incidenti che possono derivare dai colpi di sonno, ma anche perché in chi soffre di questa patologie si è riscontrata un’aumentata incidenza di ictus cerebrale e infarto miocardio e una più frequente insorgenza di aritmie.

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