Schiava del sesso fuggita dall’Isis: “Sconvolta per sempre, ecco cosa mi facevano

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Lamiya Aji Bashar è una ragazza di 18 anni che è riuscita a fuggire dall’Isis dopo due anni di prigionia e di atrocità assurde. Una fuga la sua che le è costata carissima, ma che finalmente l’ha resa libera. Era la quinta volta che provava a scappare insieme alle sue sorelle e ai suoi fratelli. Mentre fuggivano sono saltati in aria su una mina, una delle tante posizionate dai miliziani dello Stato Islamico sia per proteggere i loro territori sia per evitare le fughe dei loro schiavi. Quell’esplosione ha causato la morte di Almas, una bambina di soli 8 anni e di Katherine una giovane di 20 anni. La povera Lamiya ha subito ferite gravissime e tra le altre cose ha perso l’uso di entrambi gli occhi. La ragazza è comunque salva e ringrazia Dio per essere scampata a quell’orrore. Piange mentre ricorda la sorella di 9 anni ancora nelle mani degli uomini dell’Isis e racconta di due anni nei quali veniva passata da un miliziano all’altro e da tutti doveva subire violenze sessuali, percosse e atrocità di ogni tipo. Il suo primo “padrone” è stato un iracheno seguace dell’Isis che la violentava quotidianamente spesso legandole mani e piedi per fare i propri comodi. Due volte tentò di fuggire da lui, ma fu ripresa e punita severamente con torture di ogni tipo.
Un vero e proprio inferno quello che Lamiya purtroppo condivide con tantissime bambine e ragazzine che vengono vendute come oggetti all’asta anche su gruppi segreti di Whatsapp. L’Isis in base alle ultime indagini effettuate scambia annualmente oltre 3.000 schiave del sesso, la maggior parte di loro bimbe intorno ai 10 anni.
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L’Isis ha un database con le schiave già detenute e quelle ancora da “reperire” sul mercato.
 
 

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