Voleva solo fare un giro in Bici. Ma un “Branco” di Africani la accerchia e le combina il Grosso!

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Ci troviamo a Spilamberto, Modena, questa ragazza 20enne, di cui vogliamo raccontarvi la storia, aveva deciso di farsi un giretto in bici, tranquillo e per godersi l’estate.

Come riporta:Il Resto del Carlino

Mai, però, si sarebbe aspettata di imbattersi in una scena da film dell’orrore.

È stesso la ragazza a raccontare ciò che le è successo: «Ero alla paninoteca Nube con alcuni amici, erano circa le 3 e mezza di notte – ha spiegato la giovane ai militari, accompagnata dal padre – e sono andata in bici verso il centro per comprare le sigarette e con l’intenzione di tornare poi al locale. Ma al ritorno, nella piazzetta dietro la gelateria Gelidus (piazza Trento Trieste, ndr), cinque individui mi hanno aggredito alle spalle strattonandomi per la maglietta. Erano tutti di colore e non parlavano in italiano, dall’aspetto credo fossero magrebini: forse mi avevo seguito fin dal centro».

Poi la ragazza ha raccontato cose le hanno fatto: “Sono caduta faccia a terra – riporta ancora la denuncia – e appena mi sono messa ad urlare, loro sono scappati a piedi in direzione di via Obici. Un automobilista vedendomi a terra mi ha anche chiesto se avevo bisogno di aiuto, ma poi è ripartito senza nemmeno aspettare la risposta. A quel punto ho lasciato lì la bicicletta e sono tornata a piedi dai miei amici, al locale. E loro mi hanno riaccompagnato a casa.

Ho preferito non andare al pronto soccorso perché le escoriazioni al viso, alle braccia e ad un ginocchio comunque non erano gravi. C’era poca luce dove mi hanno assalito, due di loro avevano pure il cappellino… No, se li rivedessi non saprei davvero riconoscerli.».

Il padre ha voluto sporgere denuncia. E prima di farlo si è sfogato sui social: «Il territorio dovrebbe essere controllato meglio, perché ormai qui siamo davvero limite. Mi prendo la responsabilità di quel che dico, sia chiaro, e parlo da padre: se becco quei cinque do loro fuoco e li lascio bruciare lentamente… Bene in vista per gli altri, così magari serve da monito. Non sono mai stato razzista, ma i nostri figli e le nostre non devono essere toccate»

Resta il fatto che, spesso e purtroppo, i nostri figli non sono al sicuro.
Spesso anche solo farsi un giro in bici può diventare un serio pericolo di morte.

Fino a dove arriveremo?
I nostri politici quando interverranno?

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