L’annuncio di John Elkann. La Stampa entra nel gruppo di Repubblica. Dopo 150 anni di storia Torino perde il suo più grande editore

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Alle 18,15 di oggi il numero uno di FCA John Elkann ha annunciato ai giornalisti de La Stampa riuniti in assemblea i termini dell’accordo raggiunto con Carlo e Rodolfo De Benedetti per la cessione del quotidiano torinese al Gruppo La Repubblica-L’Espresso. Elkann ha parlato di “lettera d’intenti per realizzare un accordo industriale con il Gruppo L’Espresso”.

In realtà è la conferma delle voci che per tutta la giornata si sono rincorse. La maxi fusione, anche se con i consueti toni sfumati Fiat, è un vero e proprio terremoto editoriale. Premiato da Piazza Affari che fin dalle prime ore della giornata ha sostenuto l’ipotesi con scambi azionari importanti. La Stampa-La Repubblica-Il Secolo XIX rappresentano infatti il 20% del mercato.

Ha detto Jacki: “L’accordo che abbiamo raggiunto con il Gruppo l’Espresso porterà alla creazione di una nuova realtà nella quale fonderemo tutte le nostre attività editoriali. La Società sarà leader nel settore dell’informazione in Italia, in grado di offrire la più ampia e completa gamma di contenuti e di servizi giornalistici, in forma cartacea e digitale. Sul piano personale, sono particolarmente felice di unire i nostri destini editoriali ad una testata come La Repubblica, il giornale che il mio prozio Carlo Caracciolo contribuì a fondare, forte dell’esperienza che aveva maturato come editore de L’Espresso. E’ guardando al futuro che oggi annunciamo questo nuovo Gruppo editoriale, il quale rappresenta insieme un avvincente progetto imprenditoriale nel mondo dei media e un atto di fiducia nei confronti dei giornali”

Un fatto è certo, Torino alla vigilia dei 150 anni di storia de La Stampa (febbraio 2017) perde il suo editore più significativo che ha segnato gran parte della storia del Novecento di questa città.

Nei dettagli l’operazione si concretizzerà così. ItEdi, la società che controlla La Stampa e Il Secolo XIX, si fonderà per incorporazione nel Gruppo Espresso (Repubblica, Espresso, quotidiani locali Finegil), controllato dalla holding Cir guidata da Rodolfo De Benedetti e Monica Mondardini, come aveva anticipato poche ore fa Il Fatto Quotidiano.

ItEdi è per il 77 per cento di Fca (Fiat Chrysler) e per il 23 dell’Ital Press Holding, la società di Claudio Perrone, l’ex editore del Secolo XIX. La società verrà inglobata dal gruppo presieduto da Carlo De Benedetti.

La quota del Gruppo Espresso che spetterà a Fca sarà redistribuita fra i suoi azionisti. In questo modo la Fiat uscirà dall’editoria italiana. La holding Exor, cassaforte degli investimenti della famiglia Agnelli presieduta da John Elkann, avrà un peso molto ridotto. Perché Exor è titolare del 30 per cento di Fca, che corrisponde a un terzo della quota spettante ai soci di ItEdi nel gruppo di De Benedetti.

Ma soprattutto quando verrà scelto il consiglio di amministrazione del Gruppo Espresso allargato, non sarà Elkann a decidere, ma l’asse Rodolfo De Benedetti-Monica Mondardini.

E c’è di più. John Elkann avrebbe già deciso di uscire da Rcs e Corriere della Sera e pare che abbia già individuato il percorso finanziario per lasciare Rcs. Una quota di controllo che verrebbe rilevata, sono i rumor di queste ore, da Diego Della Valle e Urbano Cairo.

Infine la posizione di Mario Calabresi che potrebbe essere l’uomo alla guida del dopo Fiat e dell’intero gruppo

http://giorgiolevi.com/

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