USTICA 37 ANNI DOPO-LE VERITÀ NASCOSTE

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La strage di Ustica avvenne il 27 giugno 1980 alle ore 20.59.
L’aereo Douglas DC/9 della compagnia Itavia effettuava un volo di linea tra Bologna e Palermo.
Un’attimo prima delle 20.59 ci fu un contatto radio tra pilota e torre di controllo Roma/Ciampino che andò perso e non venne più ripristinato.
L’aereo precipitò e venne ritrovato in mare tra le isole di Ponza e Ustica.
Tutti gli 81 passeggeri persero la vita.
Tra loro anche Alberto Bonfietti, un compagno e amico a bordo del DC/9
per partecipare al compleanno di sua figlia Silvia, a cui non arrivò mai.
Le salme recuperate dalle acque furono 38 e la Procura di Palermo ne dispose le autopsie.
Le perizie rivelarono che la morte dei passeggeri fu preceduta da una perdita di conoscenza e che il decesso avvenne solo in seguito, per i traumi avvenuti all’interno dell’aereo e all’impatto con l’acqua.
Ad oggi non conosciamo ancora l’esatta dinamica dell’incidente, grazie anche ai vari depistaggi
messi in atto in questi anni.
Diverse le ipotesi formulate dal 1980 ad oggi. La spiegazione più accreditata riguarderebbe un asse internazionale tra Francia, Libia e Stati Uniti. Il DC-9 si sarebbe trovato, in seguito a circostanze fortuite, proprio sulla linea di combattimento tra un aereo e un missile antiaereo lanciato contro un MIG dell’aviazione di Gheddafi.
Nel 2007 il Presidente della Repubblica Cossiga attribuì le responsabilità dell’incidente ad un missile francese diretto contro un aereo libico e che solo per errore avrebbe colpito l’aereo italiano precipitato poi a Ustica. Questa tesi venne confermata dalla Cassazione, nella sentenza che convalidò il risarcimento ai familiari delle vittime da parte di tre ministeri.(interno trasporti difesa).
Quattro militari italiani, che in un primo tempo furono accusati di alto tradimento nei confronti dello Stato, furono poi prosciolti da tutte le accuse mentre per altri 80 militari vennero confermate le condanne tra cui anche l’ipotesi di un depistaggio nelle indagini.
La lotta per il risarcimento ai familiari delle vittime fu intrapresa a metà degli anni ottanta dalla sorella di Alberto Bonfietti, Daria, quando l’inchiesta si avviava ormai all’archiviazione.
Nonostante nessuno parlasse più della strage di Ustica, lei non si fermò. Continuò a lottare anche grazie alla collaborazione di tanti cittadini sensibili e alcuni uomini e apparati dello stato.
Andrea Purgatori ha intervistato questa sera sulla 7, Brian Sandlin, un ex militare che con la sua testimonianza aggiunge nuovi tasselli per la risoluzione di quel mistero.
Racconta che all’epoca dei fatti si trovava sulla portaerei americana Saratoga e che la sera dell’incidente, durante un’operazione della Nato a cui partecipavano una portaerei inglese e una francese, vennero abbattuti due Mig appartenenti alla Libia.
Questa ipotesi confermerebbe una delle tesi già sostenuta in passato e cioè che il Dc 9 Itavia fosse stato abbattuto per errore in un’operazione di guerra aerea.
Sandlin rivela che la
Sera del 27 giugno 1980 vide passare due Phantom. Il capitano lo informò dell’incidente riferendo che due caccia francesi avevano abbattuto i due Mig della Libia mentre volavano proprio lungo la traiettoria del DC-9.
Sandlin ha confessato di aver avuto temuto fino ad ora per la sua vita, soprattutto dopo la morte di alcuni militari coinvolti nella vicenda, deceduti in circostanze misteriose
prima di essere sentiti come testimoni nel processo.
Solo oggi che alcune governance internazionali sono di fatto cambiate, ha potuto rivelare le verità tenute nascoste in tutti questi anni.

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