Addio per sempre ai fastidiosi disturbi alla prostata.

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I disturbi alla prostata colpiscono il 53 per cento degli uomini tra i 30 e i 75 anni (dalle prostatiti alle iperplasie benigne ai tumori) ma negli ultimi tempi ci sono novità importanti a livello diagnostico e terapeutico. Ne parla a Starbene il professor Vincenzo Mirone, ordinario di urologia all’Università Federico II di Napoli e segretario generale della Società italiana di urologia (Siu). L’iperplasia prostatica benigna, cioè l’ingrossamento della ghiandola, è un problema banale che però comporta disturbi fastidiosi come il persistente bisogno di fare pipì sia di giorno che di notte accompagnato spesso da una notevole difficoltà a posticipare lo stimolo e dalla sensazione di non aver vuotato la vescica: “Oggi la terapia di prima linea prevede l’associazione di due principi attivi: un farmaco alfa-litico che, rilassando la muscolatura liscia della prostata e del collo della vescica consente all’urina di fluire più liberamente, e un inibitore della 5-alfa redattasi, l’enzima indirettamente responsabile del problema (attiva infatti l’ormone maschile che fa aumentare di volume la ghiandola). Aver unito due molecole in un solo farmaco dovrebbe far aumentare l’aderenza dei pazienti alla terapia che è il tallone d’Achille di questo tipo di cure”.

La nuova combinazione di farmaci migliora molto i sintomi e il rischio di progressione della malattia. Ai pazienti che all’ingrossamento della vescica mostrano anche i sintomi di una infiammazione cronica come la presenza di calcificazioni rilevabili con ecografia, va prescritto oltre al farmaco due in uno, antinfiammatori specifici, anche come integratori di libera vendita in farmacia come sereno a repens, pianta amica degli uomini, perché favorisce la funzionalità della prostata e delle vie urinarie.

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