L’Inps sbaglia e chiede a un ottantenne gli arretrati fino al 2039

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L’Inps batte cassa al pensionato

La richiesta è stata comunicata al diretto interessato dall’Inps che informa il malcapitato pensionato che l’assegno ora percepito sarà decurtato di 87 euro al mese sino al 2039. L’uomo, in pensione dal settembre del 1992 è stato costretto così, come rileva la Tribuna di Treviso, a rivolgersi a un legale che ora ha chiesto l’accesso agli atti considerato. Nella lettera al pensionato l’Inps non avrebbe fornito nessuna spiegazione del tardivo ricalcolo della somma. L’uomo dovrebbe “risarcire” l’ente pensionistico sino a 103 anni; secondo il legale, oltre a sforare la prescrizione la «trattenuta dell’Inps è inaccettabile nei modi e nei termini».

L’Inps sbaglia i conti e ora pretende dal cittadino un “risarcimento” rateizzato fino al 2039. Proprio così. La vicenda ha dell’incredibile ma è tutto vero. Per i prossimi 24 anni un ex bidello 80enne di Treviso dovrà rifondere all’Istituto nazionale di previdenza sociale, attraverso 288 trattenute sulla pensione, una al mese, i 24mila 836 euro che l’Inps ha scoperto (con un notevole ritardo) di avergli versato in più nel corso della sua “carriera” pensionistica. Non è la prima volta che l’Inps compie errori informatici nella valutazione delle pensioni e pretende di far pagare la proprio approssimazione ai cittadini che hanno versato i contributi per una vita e non sono certo tenuti a farsi i calcoli della pensione da soli.

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