Qual è la migrazione più lunga tra gli insetti?

loading...

173023722-e293e075-f906-476f-82d0-3d25228dc370

 

Se già stavate pensando alla farfalla monarca che vola dal Messico fino al Canada, c’è chi ha decisamente stracciato il suo record. È Pantala flavescens, la frecciaerrante, una libellula di circa quattro centimetri che ogni anno percorre migliaia di chilometri sull’oceano, mentre viaggia da un continente all’altro. 

Verso la fine di ottobre queste libellule, partite dall’India, arrivano in massa alle Maldive, dove si fermano per qualche giorno dopo essere spuntate praticamente dal nulla. Sulle isole non ci sono fonti d’acqua dolce che permettano loro di completare il ciclo vitale e l’idea di una migrazione di 600-800 chilometri ha affascinato i biologi, come Charles Anderson, fin dagli anni Novanta. Anche perché il viaggio è tutto fuorché concluso: dopo le Maldive è la volta delle Seychelles, poi la Tanzania e il Mozambico tra novembre e dicembre e di nuovo le Maldive ad aprile. L’intero circuito si estende per 14-18.000 chilometri e si conclude con il

 

ritorno in India per il monsone.

Come fa un insetto tanto piccolo a percorrere distanze simili e sopravvivere? “Queste libellule hanno sviluppato adattamenti – come una superficie delle ali più ampia – che permette loro di farsi trasportare dal vento. Le sbattono ancora e ancora per poi planare a lungo, spendendo quanta meno energia possibile”, spiega la biologa Jessica Ware della Rutgers University-Newark, che insieme ai colleghi ha da poco confermato, analizzando il DNA, che le Pantala di tutto il mondo compiono queste enormi migrazioni per accoppiarsi. Il che ha portato popolazioni lontane come quelle di Giappone e Canada ad avere profili genetici molto simili, spiegabili solo con l’accoppiamento.

“È una sorta di missione suicida”, dice Ware, ma queste libellule hanno bisogno di umidità per deporre le uova, ed è per questo che abbandonano l’India nella stagione secca per arrivare in Africa durante quella umida. Molte muoiono durante il viaggio, proprio come succede agli uccelli migratori, ma la specie sopravvive. Alcuni esemplari riescono a fare il viaggio senza tappe intermedie, altri si fermano per un po’ sulle isole, dove si riproducono approfittando di pozze lasciate dalla pioggia. I nuovi nati si uniranno alla gigantesca migrazione, diventata ormai multi-generazionale.

 

http://www.nationalgeographic.it/

Potrebbero interessarti anche...

loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *