LA MIGLIORE GUIDA AL VOTO È LA MEMORIA

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Il primo dovere della politica è la memoria, senza la quale non si progetta futuro. E il futuro, per i prossimi cinque anni (o quel che durerà…) si decide con il voto. Quindi, se sono terrone, e non sia mai terrone consapevole, ovvero meridionalista, che faccio?
Oggi, provo a immaginarmi…:
Elettore meridionalista e meridionale di centro sinistra: E chi se lo dimentica il sospiro di sollievo, quando l’ultimo governo di centrodestra a guida leghista dell’era berlusconiana fu cacciato a furor di popolo e di disgusto europeo, con risolini in mondovisione della Merkel e Sarzoky e imbarazzo in cosmovisione di Obama modello “levatemi di torno questo disturbatore in luogo pubblico” (“Guardi presidente, non sono io, ma i giudici, i comunisti…”), mentre i conti di Mediaset schizzavano alle stelle e quelli dell’Italia e dello spread segnavano bancarotta imminente.

Eravamo pieni di bozzi e tagli, noi terroni, per il rastrellamento di fondi europei destinati al Sud e dirottati al Nord da Tremonti & friends, gli insulti istituzionali di ministri come Calderoli (topi!) o Bossi (porci!) o Brunetta (cancro!) o Gelmini (corsi di riqualificazione solo per insegnanti meridionali e i soldi per riattare le scuole malmesse del Sud girati altrove), eccetera. Ma ci volle prima Monti, il “tecnico” e primo ministro più assenteista di sempre al Sud (ci venne tre volte in un anno, per due convegni e un funerale), con il ministro all’Istruzione più anti-meridionale di sempre, Francesco Profumo (uno che, stando ai titoli, avrebbe addirittura studiato: ha ragione la Fedeli a dire che non serve a niente); poi, finalmente “noi”, il centro-sinistra, andammo al governo con Letta e i meridionali cominciarono a rimpiangere Monti e Berlusconi, sia per i fondi assegnati al Nord peggio di prima e l’amata ceppa al Sud, sia per il massacro del diritto all’istruzione dei meridionali: si deve alla coppia-killer Letta-Carrozza (dio solo sa come mai ministra, o forse pure Letta e qualche altro: Pisa quella è, non proprio una metropoli) il decreto ammazza-università del Sud che sta facendo strage (l’Italia “unita” ha tentato già due volte, appena unificata e pare anche alle soglie del Novecento, di cancellare le università meridionali).

Per fortuna, si fa per dire, Letta è stato presto rottamato da Renzi. Che è riuscito a farci rimpiangere Letta, Monti e Berlusconi: mai un governo negli ultimi scarsi trent’anni si era accanito così tanto contro il Mezzogiorno. Quando il mondo era ancora civile, uno come Delrio si sarebbe rinchiuso in convento a espiare, come alternativa alla selva di forconi arroventati: dagli asili nido alle spese per curarsi, ai trasporti urbani, ai treni è stato un continuo togliere al Sud e aggiungere al Nord. La Lega, vistasi superata a Nord, ha dovuto lanciare i referendum per l’indipendenza, per far sapere che c’era ancora. E il Pd del Nord li ha appoggiati.
In più (ricordatevi che sto parlando da ipotetico elettore Pd terrone) il partito, nelle alleanze di governo, oltre che nell’azione, è diventato indistinguibile da Forza Italia, non solo dalla Lega, insieme al compagno Verdini, al compagno Alfano. E chi ha provato a dire una cosa di sinistra si è ritrovato fuori dal partito, a crearne un altro. La cosa più probabile, ora (visto che ex Pd sono candidati con Forza Italia e rottami di Forza Italia sono candidati dal Pd) è che dopo le elezioni, Pd e Forza Italia rifacciano la vecchia Dc, a guida Berlusconi-Renzi, ma il primo ha qualche problema di salute. Per guadagnare tempo, sarà una Dc già “matura”, nel senso che nascerà già piena di ladri, mafiosi, signorine d’accompagnamento, inquisiti e impresentabili come ospiti in una casa di persone perbene (Consip, Etruria, Expo-Sala…).

Ma sono tutti così? Nooo. Nemmeno il male, il renzismo, è perfetto. Nel Pd ci sono persone di grande e pulita passione politica. Ma appena le scoprono, le sbattono fuori: rovinano la media. Basta guardare chi viene emarginato e chi esaltato: una Fedeli che dovrebbe essere nascosta da parenti lontani per la vergogna (laureata senza laurea e manco diploma di maturità e per odio verso il Paese messa a capo del ministero dell’Istruzione: da rottamare pure quello?), candidata in collegio sicuro, per frenare la fuga dei cerveli e non rischiare di rimanere senza ministro dell’Istruzione domani: dove trovi, oggi, qualcuno che non ha manco un diploma?); la Madia, idem, nonostante sia stata sorpresa con il sorcio in bocca per la tesi del dottorato arricchita di sostanziosi brani di studi altrui e fatti propri; Lotti pure, anche se sotto inchiesta per aver fatto fallire l’inchiesta circa i maneggi sull’appalto più grande d’Europa, informandone, è il sospetto dei magistrati, gli indagati; la Boschi, non ne parliamo: il suo collegio sicuro è stato “comprato” con i soldi nostri, avendo il governo graziosamente devoluto allo (già) straricco Trentino-Alto Adige, beni per più di cinque miliardi, (Trump, per la Casa Bianca, ha speso meno. Ed erano soldi suoi. Ma non ha parenti in banca Etruria, forse questo…).

I miei rappresentanti in Parlamento (parlo nelle vesti di presunto elettore pd terrone) hanno fatto passare tutto e il contrario di tutto: mai non dico una protesta, un distinguo, un mormorio, un’alzata di sopracciglio (rispettosa, eh?, vossignoria, rispettosa!).
Mi dite chi voto e perché dovrei rirtrovarmi neo-democristiano con il peggio della destra e della ex sinistra, dopo le elezioni? Metti che sono pure salentino: posso mai votare la Bellanova? Così, giusto per citare la prima che tap-viene in mente e non è detto sia la peggiore (noo?). Un modo per manifestare il dissenso per certe improponibili candidature potrebbe essere votare il simbolo, ma annullando la scheda. Vale per tutti gli elettori scontenti, non solo quelli Pd.
Agenda Sud 34, invece, è un’occasione per tutti, persino nel Pd: chi, dei candidati, se la sentisse di impegnarsi pubblicamente a sostenere, se eletto, il diritto degli italiani del Mezzogiorno ad avere una spesa pubblica pari a quella di tutti gli altri (34 per cento, in rapporto alla popolazione), almeno per Istruzione (Fedeli esclusa, si capisce), Salute e Trasporti (Delrio escluso, si capisce), be’, lo dica ora o taccia per sempre (come ha fatto finora, diciamo). Non è mai troppo tardi.
Così, giusto per dare uno straccio di possibilità a un elettore piddino meridionale (che non sono io. Nei prossimi giorni, mi penserò elettore di destra, del M5S e altro).

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