’HARTZ IV TEDESCO ED IL NOSTRO REDDITO DI INCLUSIONE

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In un momento dove tutta l’Europa è attenta al welfare e si è iniziato a parlare anche in Italia di una forma di sostegno economico suppletivo alla mancanza di un reddito derivante dal lavoro, da diverse Parti politiche sono avanzate proposte in merito alla lotta alla povertà. Il modello che in molti guardano con interesse è il tedesco Hartz IV, una forma parallela di sostegno alle famiglie in forma economica unitamente alla collocazione dei disoccupati nel mondo del lavoro.

Lo scorso 27 gennaio è iniziata l’erogazione del Reddito di Inclusione Sociale, promosso dal Governo ed entrato in vigore il 1° dicembre 2017 nella Legge di Bilancio 2018.
La misura per il contrasto alla povertà, giudicata da molti insufficiente nella forma e nella sostanza, arriverà ad interessare un bacino di due milioni e mezzo di persone, di cui il 75% costituito da cittadini italiani.
L’Inps erogherà per 18 mesi su apposita Carta (la Carta Rei) un importo che varierà a seconda della composizione del nucleo familiare. Le cifre indicate vanno dai 187,50 euro per nuclei composti da una sola persona, ai 539,82 euro per nuclei familiari di almeno sei persone.
La domanda per ottenere il sostegno economico è stata presentata dai richiedenti, ai Comuni di appartenenza, purtroppo non tutti gli aventi diritto si vedranno erogato il sostegno, perché il numero previsto non copre la totalità della famiglie richiedenti, gli esclusi dalla prima tornata, dovranno sperare nella prossima domanda e se rientreranno tra i più “disperati”, si vedranno consegnata la Carta Rei col beneficio economico spettante.
Una Misura quindi davvero inadeguata, per la copertura e per gli importi, che finisce col concedere una piccola mancetta che sicuramente è meglio di niente, ma è molto vicina al niente…

Il raffronto col tanto blasonato Hartz IV tedesco, viene alla mente e il paragone tra i due Provvedimenti, mostra senz’altro delle sostanziali differenze. Vediamo nel dettaglio quali sono queste diversità di gestire il contrasto alla povertà messo in atto dai due Paesi, perché mentre per il Rei, abbiamo una conoscenza piuttosto ampia, molti di noi non hanno invece informazioni sufficienti per l’Hartz IV.

LA STORIA DELL’HARTZ IV
L’Hartz IV è la quarta riforma del Piano Hartz, un’insieme di proposte della Commissione Servizi moderni al mercato del lavoro, messa a punto dal governo Schroeder nel 2002.
Fu inserita in seguito allo scandalo Jagoda, dal nome di un dipendente dell’Agenzia Federale di Collocamento che manipolava le statistiche sulla disoccupazione. Da allora ha subito varie modifiche, atte ad evitare truffe da parte di cittadini tedeschi ma anche europei che venivano in Germania per richiedere il sussidio, senza aver mai versato i contributi.

Il sussidio sociale Hartz IV detto anche “ARBEITSLOSENGELD II”, è erogato a tutte le persone che hanno entrate mensili ridotte o che sono in cerca di occupazione ma che non hanno diritto alla disoccupazione.
Già da questo preambolo, si evince che non si debba ricorrere ad una “lotteria della fortuna” per ottenere un sostegno dal Governo, ma laddove esistano le caratteristiche necessarie, il suo ottenimento è garantito a tutti.
La domanda va presentata al Jobcenter del quartiere dove si è domiciliati e lì saranno fornite dal richiedente tutta una serie di informazioni personali, come lo stato civile, se si hanno figli, se si convive, eventuale stato di gravidanza, lavoro, ecc…
Si passerà poi alla compilazione di alcuni formulari e si dovranno produrre diversi documenti personali. Se il richiedente, in base alle valutazioni del Jobcenter risulterà idoneo, questo gli spedirà a mezzo lettera la “Bewilligung”, il sussidio Hartz IV. Il richiedente sarà comunque informato anche nel caso risultasse non idoneo. I tempi di attesa per questa procedura, possono arrivare anche alle sei settimane.
In genere, i requisiti economici per avere diritto al sostegno economico riguardano i cittadini che hanno un reddito considerato insufficiente e non sono titolari di beni mobili o immobili e sul proprio conto corrente non hanno più di 2000 euro.
A differenza di questo vincolo, in Italia è prevista la possibilità di avere beni immobili con valore fino a 20mila euro oltre alla prima casa (se abitata dal richiedente), nel nostro Paese è prevista anche la possibilità di avere un valore mobiliare fino 10mila euro.
I documenti necessari per l’Hartz IV sono: documento d’identità, tessera sanitaria, contratto d’affitto, contratto di lavoro (se il richiedente è occupato) oppure lettera di licenziamento (o fine rapporto di lavoro), buste paga degli ultimi 3 mesi, movimenti bancari di tutti i conti correnti (anche esteri) degli ultimi 3 mesi, oltre alla dichiarazione di possedere un’auto o un immobile o altri beni.

COSA C’E’ NELL’HARTZ IV
Non è solo previsto un aiuto economico nella misura di sostegno, ma è compreso anche un aiuto nella ricerca del lavoro o di una nuova formazione professionale.
E’ un sussidio composto da un contributo di 409 € mensili (se si è single) a cui si possono aggiungere aiuti per il pagamento dell’affitto di casa, per il mantenimento di eventuali figli ed altre particolari situazioni da analizzare caso per caso. Lo possono richiedere persone tra i 15 e i 65 anni, in cerca di lavoro o con un lavoro poco remunerato, a patto che già non usufruiscano del sussidio di disoccupazione, si tratta quindi di disoccupati di lunga data.

Gli importi sono così ripartiti:
409 € se si è single
368 € se si è in coppia
237 € per ciascun figlio tra 0 e 6 anni
291 € per ciascun figlio tra i 6 e i 14 anni
311 € per ciascun figlio tra i 14 e i 18 anni

Il Jobcenter paga quindi mensilmente (se la somma rientra nelle tabelle previste), l’affitto e i costi di riscaldamento e l’assicurazione sanitaria tedesca (Krankenkasse). Si può inoltre richiedere presso un qualsiasi Bürgeramt (una sorta di sportello per il cittadino), un tesserino nominale, che dà il diritto a sconti in strutture sportive, cinema, teatro e per l’abbonamento mensile dei mezzi pubblici (da acquistare sarà il Ticket mensile a pochi euro). Nel caso in cui ci fossero carenze linguistiche, si ha il diritto di frequentare gratuitamente il corso di lingua tedesca (Integrationskurs) in una scuola tra quelle convenzionate.
Anche in questo caso, si deve sottolineare che tutta questa serie di accessori, non è prevista nel Rei…

L’interesse del Jobcenter è ovviamente che si risolva quanto prima lo stato di fragilità economica del beneficiario, così gli agenti di collocamento (Arbeitsvermittler), aiutano a trovare un lavoro idoneo al profilo del beneficiario dell’Hartz IV, anche se appare evidente che l’operazione non sempre arrivi a concretizzare l’obiettivo, anzi in scarsi casi, si riesce a trovare collocazione lavorativa all’assistito. Molti cittadini lamentano che le offerte di lavoro che gli giungono dai Jobcenter, riguardano lavori che sono non all’altezza delle loro caratteristiche e sono pagati meno, spesso a causa di offerte di lavoro delle agenzie interinali e non offrono alcuna garanzia contro il licenziamento. Sono previsti anche corsi di specializzazione sempre allo scopo di ricollocare il cittadino nel mondo del lavoro.

MA OLTRE AI DIRITTI CI SONO I DOVERI
Chi ottiene l’Hartz IV deve seguire attivamente il corso di lingua (nei casi dove la conoscenza della lingua appare sommaria) e consegnare gli attestati di frequenza; di mandare almeno un certo numero mensile di candidature al lavoro; presentarsi di persona ogni volta che viene richiesto (in genere 1 volta ogni 6 settimane); comunicare quando si è malati (esattamente come accadrebbe col datore di lavoro); non assentarsi dalla città di residenza per oltre 21 giorni all’anno. Se non venissero rispettati questi punti, verrà defalcata una percentuale dal sussidio.

L’HARTZ IV NON E’ SOLO PER CITTADINI TEDESCHI
Il sussidio non può essere richiesto da richiedenti asilo, studenti, persone senza cittadinanza tedesca, anche appartenenti all’Unione Europea, se non hanno lavorato per almeno sei mesi in Germania.
Se il richiedente ha lavorato almeno sei mesi, ma meno di un anno, il sussidio durerà solo sei mesi. Se invece ha lavorato più di un anno, il sussidio continuerà fino a che non sarà autonomo.
Se si è coniugati, il calcolo per valutare il diritto al sussidio viene fatto conteggiando le entrate della coppia e non solo del richiedente.
Per il Rei possono avanzare domanda i cittadini dell’Unione Europea o gli extracomunitari con permesso di lungo soggiorno purché risiedano in Italia in via continuativa da almeno due anni al momento di presentazione della domanda.

QUANTO DURA IL SUSSIDIO
Il sussidio viene calcolato semestralmente e prevede un conguaglio, sia economico che lavorativo. Va dimostrato quanto si è guadagnato esattamente. Perché al momento della domanda, sul formulario va indicata una stima delle entrate. In caso quindi di guadagni percepiti superiori a quelli stimati, si deve restituire la somma eccedente del sussidio, perché naturalmente non spettante. Se invece si è guadagnato meno di quanto stimato, allora il Jobcenter erogherà l’importo mancante.

Con l’Arbeitsvermittler, invece, si fa il punto della situazione (come va con la lingua, si rivede insieme il cv, vengono proposti nuovi lavori).

Esauriti 6 mesi si deve rinnovare la richiesta di sussidio e andranno presentati solo i documenti integrativi, poiché già si è registrati.
In Italia sono previsti 18 mesi di assistenza, terminati i quali, dopo aver fatto trascorrere 6 mesi, si può procedere ad una nuova domanda che se venisse accolta, questa volta avrà durata di 12 mesi, anziché 18.

Indipendentemente dagli importi, che tenendo conto dei costi della vita nei due Paesi, assumono rilevanza più o meno significativa, non esiste quindi un metro di comune applicazione per arrivare ad una valutazione capillare dei due Provvedimenti, ma spiccano evidenti alcuni punti critici, la mancanza di un automatismo che garantisca la fruizione del sostegno a chi ne ha diritto, è una grave lacuna che il nostro Governo non è riuscito a colmare.
La durata dell’assistenza fino alla risoluzione dello stato di mancanza di reddito da lavoro è di certo il punto più critico del Provvedimento.
Una nota stonata dell’Hartz IV è invece sicuramente l’obbligo di non lasciare la città dove si risiede per un certo periodo massimo, che somiglia molto ad una sorta di confinamento entro le mura cittadine che fa sentire sotto controllo, i beneficiari, come se il diritto di avere un aiuto per condurre una vita dignitosa, dovesse prevedere il prezzo di rinunciare ad una parte di libertà.
Questo tuttavia è perfettamente in linea con la precisione tedesca, poiché è risaputo che differentemente dalle nostre cattive abitudini, se in Germania si deve qualcosa allo Stato, non si trovano escamotage che tengano ma altrettanto vale per il cittadino che se deve avere un centesimo dal Governo, lo ottiene senza dover ricorrere a carte bollate e ad attese bibliche.
L’esempio tangibile della difformità di atteggiamento tra noi e i tedeschi trova applicazione in occasione della riunificazione delle due Germanie, quando la Germania Ovest si trovò a far fronte alla differenza di ricchezza della Germania dell’est e dovette operare dei sacrifici per riequilibrare lo sbilancio. inoltre la grossa percentuale di disoccupazione della Germania dell’est creò ulteriore disagio, ma venne affrontata con misure adeguate. Nessun tedesco ebbe ad obiettare perché consapevole del traguardo e del patrimonio che poi con gli anni che sarebbero seguiti la Germania avrebbe ottenuto.

PAESE CHE VAI…
In quasi tutti i Paesi europei è in vigore una misura per la garanzia di un reddito minimo, a seconda del Paese cambiano gli importi ma anche le fasce d’età, cambiano le coperture sociali e la durata, ci sono differenze nella ricerca della collocazione al lavoro e ogni Stato si trova a fare i conti con le proprie disponibilità ma anche con le pressioni interne al Paese provenienti dalle varie Forze Politiche e Sociali.
Questo argomento è uno dei punti di forza della campagna elettorale per le consultazioni del prossimo 4 marzo e quasi tutti i Partiti, promuovono progetti a tutela dei cittadini in difficoltà economica, sarà opportuno allora, prima di recarsi alle urne, valutare anche questo aspetto oltre alle altre promesse elettorali. Chissà che non sia proprio il nostro prossimo Governo a costituire il futuro esempio per gli altri.

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