CECILIA, ARPISTA POP A SANREMO CON MAX GAZZE’

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Al Festival di Sanremo, che si apre martedì, ascolteremo anche le note di un’arpa. A suonarla sarà Cecilia, 29 anni, torinese, che accompagnerà Max Gazzè. Il cantautore romano si presenta in gara all’Ariston con “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, una storia d’amore interpretata con l’apporto di uno strumento solitamente legato alla musica colta.

Cecilia, tu sarai l’arpista di Max Gazzè. Perché hai scelto di suonare l’arpa?

«Perché l’arpa è il mio grande amore. Avevo 5 anni quando ho sentito il suo suono in tv e ne sono rimasta affascinata. Quattro anni dopo ho scritto una lettera a Babbo Natale. Sul foglio bianco una sola parola: arpa».

Una bella sintesi…

«Sì, ma l’arpa è arrivata. E nel 2000 sono stata ammessa al Conservatorio di Torino. Sono stata una studentessa ribelle, ero molto curiosa, mi piaceva sperimentare, già allora volevo slegare l’arpa da quell’immagine “classica” che le è da sempre associata. I miei insegnanti hanno riconosciuto il mio talento».

E poi che è successo?

«A 15 anni sono entrata nell’orchestra diretta dal jazzista Furio di Castri e nel coro del Conservatorio. L’anno successivo il mio debutto live, durante la Festa dell’Unità a Lombardone. E’ un paesino in provincia di Torino che ricordo con emozione. Ma appena mi sono diplomata ho scelto di volare in una grande città. Me ne sono andata tre mesi a Los Angeles, dove mi sono mantenuta suonando come artista di strada. Poi il rientro a Torino, e via di nuovo, questa volta per mare. Ho passato otto mesi su una nave da crociera allietando le orecchie dei turisti. E’ stata un’esperienza che mi ha permesso di conoscere tanti posti (dall’India alla Cina, dal Mediterraneo alla Penisola Arabica), di incontrare volti e storie. Anche se la musica che interpretavo non era proprio quella che amavo… Così sono tornata a Torino. Ho lavorato in una libreria e finalmente è arrivato il giorno».

Il giorno per cosa?

«Il giorno in cui ho deciso di prendermi il tempo per scrivere canzoni. Grazie all’incontro con il produttore Raffaele “Neda” D’Anello ho scoperto l’elettronica e mi si sono spalancate le porte di nuove possibilità espressive, sia strumentali che vocali. L’arpa inaspettatamente pop è diventata il punto di partenza per raccontarmi e raccontare ciò che avevo intorno».

credit: Simone Cecchetti

La seconda vita di Cecilia…

«Sì, una seconda vita che è iniziata nel 2014. Da allora ho tenuto centinaia di concerti, ho firmato il tema musicale di 6Bianca, il primo serial teatrale italiano, prodotto dal Teatro Stabile di Torino e da Scuola Holden. E mi sono esibita in Danimarca con la compagnia Cantabile2, nello spettacolo Ord mellem rum. Il 21 aprile 2015 ho pubblicato Guest, il mio primo disco di inediti: 11 canzoni, scritte in italiano e inglese, che hanno come protagonista una sintesi poetica di voce, arpa ed elettronica. Da lì è partita la collaborazione con tanti artisti: ho aperto i concerti di Niccolò Fabi, Maria Gadu, CocoRosie. Ho anche ripreso a viaggiare: ho appena concluso un tour che ha toccato il nord Europa, passando per la Svezia, la Norvegia, la Finlandia e l’Estonia».

Dall’Estonia a Sanremo, sul palco con Max Gazzè. Ma chi sei tu Cecilia?

«Sono un’arpista pop. Emozionata per il debutto al festival. E felice, perché sto lavorando al mio nuovo disco».

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