“I cantieri delle casette per terremotati affidati a ditte senza certificati antimafia Sospetto sfruttamento di lavoro nero”

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La delibera dell’anticorruzione: “Carenze nelle attività di controllo. C’erano soggetti non autorizzati che hanno detto di essere dipendenti di tre società napolitane”. Ma gli appaltatori non hanno rispettato l’obbligo di comunicare i sub-contratti alla stazione appaltante. Le carte sono state trasmesse alla Procura di Perugia e a quella di Napoli “per eventuali aspetti di rilevanza penale”Presenza di “soggetti non autorizzati” nei cantieri. Dove peraltro non è risultato reperibile “alcun dipendente” delle due ditte affidatarie dei lavori, Cns e Kyneo Energy e Facility. Le quali non hanno superato i controlli antimafia, per cui manca la verifica della “assoluta estraneità da legami criminosi“. Quanto al personale trovato al lavoro, si trattava di personale della “Essegi Linoleum di Sorrentino Giovanni”, della “Società Edilizia Capoluongo Srl” e della “Decoop Società Cooperativa di Produzione e Lavoro”, tutte ditte dell’hinterland napoletano. I cui addetti hanno giustificato la propria partecipazione ai lavori attribuendola a “distacchi” presso le imprese affidatarie. E’ il quadro che si sono trovati davanti lo scorso agosto i controllori dell’Anac, supportati dal nucleo anticorruzione della guardia di finanza, nei cantieri di Ancarano e Campi di Norcia per la realizzazione delle Soluzioni abitative d’emergenza (Sae), le cosiddette casetteper i terremotati del Centro Italia.

Su mandato del presidente dell’Anac Raffaele Cantone, il nucleo speciale anticorruzione della guardia di finanza ha eseguito accertamenti per verificare forniture, trasporti e montaggio della Sae. “La documentazione – si legge in una delibera dell’Autorità – conferma, pur comprendendo le difficoltà organizzative derivanti dall’urgenza nel provvedere in tempi ristretti alla costruzione di alloggi temporanei per le popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016, una evidente carenza nell’attività di controllo nei cantieri”.

Nei cantieri oggetto delle ispezioni erano presenti imprese che non risultavano tra quelle che avevano presentato la “notifica preliminare” di subappalto. Dunque le consorziate Cns e Kyneo Energy e Facility, che avevano l’obbligo di comunicare alla stazione appaltante (la Regione) tutti i sub-contratti, lo hanno “ignorato”, spiega la delibera Anac. Tra l’altro nei cantieri “non è risultato reperibile alcun dipendente” delle due ditte affidatarie: la Gdf ha rilevato la presenza di personale delle imprese del napoletano – “area territoriale a forte incidenza della criminalità organizzata” – prima citate. Ma secondo Anac, che sottolinea l’assenza dei dovuti controlli antimafia, non si può neppure escludere che “tale presenza di ditte non autorizzate” possa nascondere “situazioni di sfruttamento della manodopera in nero“.

L’Autorità ha trasmesso la propria delibera alla Procura di Perugia e a quella di Napoli “per eventuali aspetti di rilevanza penale”. Spoleto sarebbe stata la procura umbra competente per territorio, ma la scelta è caduta su Perugia per la presenza della Direzione distrettuale antimafia. E’ stata inviata per conoscenza anche alla Regione Umbria e al Commissario straordinario per la ricostruzione. L’Autorità anticorruzione l’ha poi trasmessa alla prefettura di Perugia “per le valutazioni del caso” e alle procure di Perugia e Napoli “per eventuali aspetti di rilevanza penale”.

IlFattoQuotidiano.

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