SERIE A. SI INFIAMMA LA CORSA PER L’EUROPA LEAGUE

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I diritti tv per il prossimo triennio della serie A vengono assegnati a Mediapro, la società catalana, per un miliardo, 50 milioni e 1000 euro, appunto un migliaio di euro più del minimo, ma il bello comincia adesso perchè Sky fa ricorso e Mediaset sta alla finestra. Ieri faceva un certo effetto vedere ignorata la notizia proprio da Skysport24.
Mediapro si è fatta avanti per il pacchetto global, le 380 partite, dopo il rifiuto a Sky. La Lega avvisa dell’apertura delle buste il garante della concorrenza e del mercato che accoglierà l’offerta più alta, degli spagnoli. Che ieri si sono presentati a Milano con il presidente Jaume Roures, proprietario del 12%, e uno dei fondatori, Tatxo Benet, fra i 200 più ricchi di Spagna. Hanno depositato la proposta economica per l’offerta aderente al bando e una seconda, per la realizzazione del canale tematico della Lega, rifiutata perchè appunto non pertinente, ma ci riproveranno. Saranno loro a rivendere le partite agli operatori di ogni piattaforma.
Sky ha subito inviato una diffida alla Lega di serie A, rappresentata dal subcommissario Paolo Nicoletti: “Mediapro ha presentato l’offerta al bando rivolto agli intermediari indipendenti, invece è un operatore della comunicazione, che intende realizzare uno o più canali tematici, anche sotto forma di canali ufficiali della Lega, curandone i palinsesti e la veste editoriale. Ha intenzione di vendere spazi pubblicitari, di distribuire i canali agli operatori della comunicazione e ripartire i profitti con la Lega”.
Per la legge Melandri, è vietato assegnare tutti i diritti a un unico operatore e allora la tv di Murdoch si rivolgerà anche all’Antitrust, intanto chiede alla Lega di escludere Mediapro dalla procedura di assegnazione. “Sky ha semplicemente commesso un fallo di confusione – spiega Luigi De Siervo, l’ad di Infront, advisor della Lega -. Bisogna saper perdere sportivamente. Il sistema italiano non ci capiva, dovevamo aprirci all’estero, comunque Mediapro si accorderà con gli operatori”.
Sky e Mediaset avevano offerto complessivamente 830 milioni, al secondo turno, la Lega ne ha ottenuti 220 di più, mentre nel precedente triennio aveva raggiunto i 946 milioni a stagione. Compresi i diritti tv esteri (371 milioni) va oltre gli 1,4 miliardi garantiti da Infront. Con coppa Italia e supercoppa, punta al miliardo e mezzo, intanto supera la Bundesliga, resta dietro solo a Premier (3 miliardi introitati) e alla Liga (1,6).
Le ricadute sugli spettatori si chiariranno entro aprile: ”Nessuna abitudine italiana verrà stravolta”, assicura Infront. Per cui probabilmente le partite saranno rivendute a Sky per la piattaforma satellitare, a Mediaset (che non andrebbe oltre i 200 milioni offerti per le big) per il digitale terrestre, alle Iptv (canali tv su internet) e per i telefonini. Per Sky e Premium le ricadute saranno comunque negative sul piano occupazionale.
I catalani già producono 13 campionati (Francia, Portogallo, Grecia e Turchia, più 2 sudamericani e 3 africani), puntano anche alla B (nel triennio in scadenza esclusiva Sky) e hanno questo motto: “Più calcio possibile, alla miglior qualità possibile, al prezzo più giusto”. Vorrebbero anche produrre le riprese degli incontri: 6 club le gestiscono autonomamente, 14 le delegano alla Lega. Si aggiungeranno 3 finestre, alle 5 esistenti: il sabato alle 15, la domenica alle 18 e il lunedì alle 20,30, momenti in cui le partite talvolta vengono già programmate. Il presidente del Coni Malagò parla di “straordinarie potenzialità della Lega che negli ultimi tempi forse non sono state valorizzate come meritano”. Il commissario della Figc aggiunge: “E’ un primo passo per portare la Lega alla normalità operativa”.
Fondata nel ’94, Mediapro si è fusa con GlobMedia nel 2006 e con Wpp (leader mondiale delle comunicazioni e del marketing) e a Torreal ha costituito il gruppo Imagina. La base è a Barcellona, con 6500 e un fatturato di oltre 1,6 miliardi di euro. MediaPro, oltre che per le acquisizioni e il business audiovisivo, è finita recentemente anche al centro di un’indagine dell’Antitrust spagnola sulle presunte pratiche anticoncorrenziali nei confronti della tv online.

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