Di Maio: “Siamo a un passo dalla vittoria”

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“Non posso dirvi nulla sui sondaggi. Ma ne ho appena letto uno e siamo a un passo dalla vittoria. Possiamo vincere in tutti i collegi del Sud e in molti del Nord”. Con queste parole Luigi Di Maio, dal palco di Piazza del Popolo, ha scatenato il boato della folla dalla quale si è alzato il coro ‘onestà onestà’.

Bandiere bianche con il logo del Movimento 5 Stelle, cartelli gialli con la scritta ‘Di Maio presidente’ e lo slogan ‘Partecipa, scegli, cambia’ nella piazza scelta dai grillini per la manifestazione di chiusura della campagna elettorale, con i vertici soddisfatti: “C’erano più di 20mila persone” fanno sapere gli organizzatori.

Il presunto centrosinistra è fuori combattimento – ha scandito il candidato premier M5S – Stamattina Renzi ha detto ‘sono disposto a farmi da parte’. E’ finita per loro”. Negli ultimi anni “il M5S è stato dato per morto ogni sei mesi. Oggi siamo qui con un consenso maggiore del 2013 – ha evidenziato – E’ finita l’era dell’opposizione e comincia quella del governo“. Per Di Maio “il 4 marzo sarà un referendum. Noi un referendum lo abbiamo già vinto, avremo una bella sorpresa anche domenica sera”. La previsione è di “un gruppo parlamentare almeno 3 volte più grande di quello uscente”.

Il candidato premier M5S ha presentato il “primo decreto legge del primo Cdm, se domenica ci darete la maggioranza. Un decreto in tre punti: al primo c’è il dimezzamento dello stipendio dei parlamentari, al secondo l’abolizione dei vitalizi e al terzo il taglio di 30 miliardi di sprechi” per dare quei soldi “alle famiglie con figli e ai pensionati. Bastano 20 minuti di Cdm per approvarlo”.

Di Maio ha anche letto la lettera inviata agli attivisti: “Siamo stati chiamati in tanti modi. Generazione y, millennials, tanti nomi perché in fondo chi ci guardava da fuori non ci ha mai capito. La realtà è che siamo la generazione del ‘nonostante tutto’. Perché noi siamo quelli che nonostante tutto ce la stanno facendo”.

Nel backstage c’è stato un abbraccio tra Beppe Grillo e Virginia Raggi. Grillo sul palco ha così introdotto l’intervento della sindaca di Roma: “Vi lascio in buona compagnia, godetevela”.

RAGGI – “Siete tantissimi – ha esordito Raggi – è emozionante essere qui. Proprio qui un anno e mezzo fa è iniziato il nostro sogno. Questo cammino lo dobbiamo completare andando al governo del Paese con Di Maio. Dobbiamo rivoltare il sistema dei partiti, lo possiamo fare. Hanno scritto una legge elettorale vergognosa per tenerci fuori. Noi abbiamo la dignità di fermare questo sistema”.

“Avete visto il video di Salvini, Meloni e Fitto? Hanno paura di noi perché sanno che quando andremo al governo li manderemo a casa”, ha rimarcato Raggi, alla quale la folla ha tributato i cori ‘non mollare mai’ e ‘Virginia Virginia’. “Luigi ha presentato una squadra di governo pazzesca con persone competenti – ha sottolineato la sindaca – Domenica con una matita possiamo mettere fine a decenni di cattiva politica”.

CASALEGGIO – “E bello essere con voi. Questi anni siamo andati controvento, contro le ingiustizie, contro la Gomorra della politica. E’ con determinazione che siamo arrivati fino a qua” ha scandito dal palco Davide Casaleggio, che ha richiamato alla memoria la macchina da scrivere di Olivetti, grazie alla quale “fu creato un esempio di imprenditoria sociale conosciuta in tutto il mondo” e “noi siamo tanti tasti di una macchina che sta scrivendo una storia bellissima”.

Il 4 marzo “possiamo scegliere tra la nebbia e il sole. Dipenderà da quanto voliamo alti. Andiamo controvento e iniziamo a volare alti” ha esortato Casaleggio, facendo volare dei palloncini come gesto simbolico a chiusura del suo intervento.

GRILLO – Dal palco di Piazza del Popolo Beppe Grillo ha ironizzato sul leader di FI Silvio Berlusconi: “Abbiamo un ragazzo di 30 anni contro il badante della nipote di Mubarak”.

“Siamo il paradosso vivente della politica mondiale – ha detto – Nasciamo da un paradosso di due persone che si sono incontrate: un grande manager e un buffone. Siamo riusciti ad azzerare tutti i partiti che si sono sciolti in una diarrea nauseante. L’unico partito vero in Italia siamo noi“. “Può darsi che sia finito il tempo del vaffa – sono state le parole di Grillo – Era giusto il nostro diritto al grido. Il vaffa rimarrà, almeno un ‘vaffino’ da portare in tasca“.

Sul palco c’è stato un abbraccio collettivo tra Grillo, Di Maio, i parlamentari uscenti e i nuovi candidati 5 Stelle. Grillo si è cimentato – come è accaduto anche per le altre recenti manifestazioni pentastellate – nell’esecuzione del brano blues ‘Show me the way’. Tra selfie e abbracci coi fan, Grillo si è preso la scena anche nel backstage. Il garante del M5S ha scherzato con i suoi sostenitori esibendo un cartellino con su scritto ‘L’elevato’ e scattando qualche foto con loro attraverso il cancello che separava il retropalco dalla piazza.

DI MAIO A PORTA A PORTA – Nel suo intervento a Porta a Porta Di Maio ha affermato che “se il M5S avrà un buon risultato nei collegi, specie al Sud, è possibile che avremo la maggioranza assoluta“. Ed ha annunciato che “la vicepresidente del Consiglio sarà il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta”.

Poi, a proposito della collaborazione di Salvatore Giuliano alla riforma della Buona Scuola di Matteo Renzi: “Certo che lo sapevo, ma volete che se io nomino un ministro non sappia vita, morte e miracoli. Io l’ho scelto perché ha partecipato al cantiere della Buona Scuola ma poi si è accorto che quel cantiere era vuoto. Fa parte di quelli che avevano creduto in Renzi ma poi Renzi ha deluso tutti”.

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