“Entro in Parlamento con la mia tenacia per aiutare i più deboli”

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Roma Schietta, forte e solare, gli italiani hanno imparato a conoscere Giusy Versace come atleta paralimpica, conduttrice televisiva della Domenica Sportiva e vincitrice di Ballando con le Stelle oltre che attrice di teatro.

Una vita straordinaria all’insegna del coraggio e del desiderio di trasformare il dolore (12 anni fa perse entrambe le gambe in un incidente stradale) in forza e capacità di combattere. Una vita per la quale ora si apre un nuovo capitolo con la candidatura per Forza Italia in Lombardia.

Giusy Versace, come nasce questa sua candidatura?

«Un incontro causale con Mariastella Gelmini. Durante una cena abbiamo avuto modo di conoscerci meglio e dopo un po’ lei mi ha lanciato questa sfida facendomi comprendere che poteva essere l’opportunità non solo di portare i miei valori in parlamento ma provare a dare il mio contributo concreto anche a tutte le cause che sposo da anni. È stata una decisione molto ragionata e combattuta. Con una scelta del genere ho più da perdere che da guadagnare, ma ho ritenuto giusto dare più importanza al fatto che potevo mettere la mia voce a disposizione di chi l’ha più debole. In un momento di confusione mi sono tornate in mente le parole che un sacerdote a Lourdes mi disse se fai qualcosa di buono è certamente una cosa buona, ma se la metti a disposizione degli altri questa cosa assume più valore, da qui ho trovato il coraggio».

In parlamento vuole portare le istanze che promuove con la sua onlus, ovvero aiutare i disabili a vivere una vita più autonoma?

«Principalmente io vengo da una famiglia di lavoratori che mi ha insegnato rispetto e onestà. Non a caso mi mantengo da sola da quando ho 18 anni e ho sempre lavorato nel campo della moda per aziende concorrenti al gruppo Versace. La mia priorità è certamente portare in Parlamento i temi di cui mi occupo e per cui mi batto da anni e sui quali voglio tenere un costante faro acceso: in primis aggiornare il nomenclatore tariffario nazionale che ad oggi nega il diritto a tante persone disabili di praticare sport o usufruire di ausili più tecnologici per avere una vita più autonoma; maggiore tutela per le donne che subiscono violenza; lo sport come mezzo di integrazione; maggiore attenzione per le fasce più deboli».

Cosa si aspetta dalla politica?

«Non ho aspettative ma obiettivi. Io ho imparato a ragionare da atleta. Non sai mai come andrà una gara semplicemente ti alleni bene per vincere e arrivare al traguardo prima degli altri. Ora mi concentro a studiare la macchina e a comprenderne i meccanismi».

Si è confrontata con la sua famiglia su questa scelta?

«Mi appoggiano e supportano come in tutte le cose che ho fatto negli ultimi anni. Sono convinti che essendo io una persona di sani principi, altruista e sensibile posso meglio comprendere eventuali proposte volte a migliorare la situazione attuale. Forse mi attribuiscono più forza di quanta io credo di averne».

A vederla in tv lei appare come una sorta di wonder woman dal carattere di ferro. Il fatto di essere di ispirazione per tante persone la aiuta ad affrontare la disabilità?

«Più che mi aiuta, mi responsabilizza. Ho compreso di essere diventata mio malgrado punto di riferimento per tanti, non solo per chi vive una disabilità. Dopo l’esperienza a Ballando mi seguono anche i giovanissimi e tutte le volte che incontro alcuni di loro per strada mi emoziono nel vedere la loro di emozione».

Teme che la scelta di schierarsi possa incrinare il suo rapporto con la gente?

«In verità, in parte sta già succedendo. Ma è inevitabile. La cosa che mi rattrista è che c’è ancora molta ignoranza. Alcuni (per fortuna un piccola parte) mi accusano di inseguire una poltrona, altri di peggio. Quelli più intelligenti, se pur di ideologie differenti dal centro destra, mi incoraggiano a proseguire e mi trasmettono forza e mi sostengono. Io resto sempre io, porto con me ideali, valori e buon senso. Chi mi conosce questo lo ha compreso. Se agisci con onestà i rapporti non cambiano e chi mi sosteneva continuerà a farlo anche adesso perché avrà compreso che in questa mia scelta c’è solo buona fede». Il Giornale

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