Casa di riposo degli orrori: di notte iniziava l’incubo

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L’indagine della procura di Oristano condotta in prima linea dalla Squadra Mobile e che ha portato all’arresto della 59enne Loretta Turnu era partita nella primavera del 2017 grazie alla denuncia di tre operatrici sanitarie che avevano lavorato nella casa alloggio di riposo per anziani Villa Rosina, a Silì, frazione di Oristano di cui la Turnu è titolare insieme al figlio Bruno Pistis. Una vera e propria casa degli orrori come si evinceva dai loro racconti e come hanno poi effettivamente scoperto gli inquirenti.

Gli agenti, non senza difficoltà viste le ridotte dimensioni del luogo, avevano posizionato delle cimici all’interno della struttura che registravano 24 ore su 24 quello che avveniva in quelle tre piccole stanze che avrebbero dovuto ospitare massimo 7 persone, ma che spesso vedevano la presenza anche di 13 pazienti. In quella struttura insomma avveniva di tutto, ogni tipo di violenza, psicologica e fisica. Offese, insulti e minacce continue, poi dita schiacciate, sberle, percosse al seno e anche dita negli occhi. Vere e proprie torture che se non davano l’esito sperato portavano le aguzzine a dare ingenti dosi di sedativo.

La titolare della casa di riposo, Loretta Turnu di 59 anni, è stata arrestata e secondo gli inquirenti era proprio lei in prima persona ad infliggere queste pene atroci ai suoi ospiti. La sua azione si concentrava soprattutto durante la notte dove quel luogo si trasformava davvero nel peggiore dei giorni infernali. Come hanno potuto appurare gli inquirenti in almeno tre occasioni la dose di sedativo è stata così abbondante che gli ospiti sono stati trasportati d’urgenza in ambulanza al Pronto soccorso dell’ospedale San Martino.

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