“Buco nero”, il sottomarino invisibile di Putin: guerra nel Mediterraneo, terrore Usa / Video

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Guerra nel Mediterraneo, l’invisibile sottomarino russo Krasnodar: “Buco nero” terrorizza Nato e Usa
Lo hanno già soprannominato “Buco nero” ed è il sottomarino russo al centro di un intrigo internazionale. Pochi lo sanno, ma questo “gioiellino” della marina di Putin, classe Warszawianka inaugurato nel 2015, potrebbe essere la causa di una drammatica guerra tra Russia e Stati Uniti, come già ha rischiato di esserlo quest’estate. Il sommergibile Krasnodar, questo il suo vero nome, è infatti finito nel mirino della Nato e della flotta americana, che hanno cercato in tutti i modi di seguirlo, tracciarne i movimenti, studiarne le dotazioni e l’assetto da guerra, capirne il potenziale offensivo. Uno scenario inquietante, da “Ottobre rosso”, da Guerra fredda, delineato dal Wall Street Journal e ora da Repubblica.

Una volta immerso, Krasnodar diventa praticamente invisibile anche perché estremamente silenzioso. Lo scorso maggio aveva lasciato il Mar Baltico per unirsi alla Flotta del Mar Nero a Sebastopoli, nella penisola ucraina di Crimea. Tutto annunciato, anche per motivi mediatici: il Cremlino voleva mostrare i muscoli e mettere, se possibile, in vendita questo pezzo da 90 della marina militare. Uno spot, in pratica, diventato però ben presto un giallo da servizi segreti. Le forze Nato ne hanno monitorato gli spostamenti, con una staffetta senza precedenti: sulle sue tracce ci sono state una fregata danese, la britannica Hms Somerset, una motovedetta spagnola, un incrociatore americano e un Boeing P-8 Poseidon partito da Sigonella.

Il sottomarino ha raggiunto le coste libiche per poi dirigersi verso la Siria. Sono partiti dal Krasnodar i missili cruise che hanno colpito lo Stato islamico a Palmira. Dopo questo attacco, gli Usa inviano la portaerei americana a propulsione nucleare Uss Bush nel Mediterraneo, dal Canale di Seuz. Ufficialmente per aiutare i ribelli siriani, sottolinea, Repubblica, ufficiosamente per marcare a uomo il Krasnodar. Che però è scomparso tra Siria e Cipro e colpisce duro. Si rischia l’indicente militare quando spara missili dopo l’abbattimento di un caccia di Assad da parte dell’aviazione Usa. Uno scontro frontale che avrebbe precipitato il mondo verso orizzonti inimmaginabili. Il 30 luglio Krasnodar approda a Tartus, in Siria, per la Giornata della Marina militare russa, e il 9 agosto si è unito alla Flotta del Mar Nero. Un super-spot durato tre mesi o un anticipo di quello che saranno i nuovi fronti bellici mondiali?

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