Tutto cominciò con Ciampi: la lunga lista dei premier non eletti dal popolo

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Giuseppe Conte, premier incaricato da Sergio Mattarella di formare il nuovo governo, è professore di diritto privato e avvocato civilista. Se supera la fiducia, non sarebbe la prima volta che una persona non eletta in Parlamento si insedia a Palazzo Chigi. Conte, infatti, potrebbe diventare il sesto presidente del Consiglio senza mandato elettorale della storia repubblicana, dopo Carlo Azeglio Ciampi (1993), Lamberto Dini (1995), Giuliano Amato (2000), Mario Monti (2011) e Matteo Renzi (2014).

Ecco i premier non eletti

Il primo presidente del Consiglio non parlamentare è stato Carlo Azeglio Ciampi. Lascia l’incarico come governatore della Banca d’Italia nella primavera del 1993 quando, nell’Italia travolta da Tangentopoli e da grandi attentati di mafia, viene chiamato da Oscar Luigi Scalfaro a guidare il governo. A gennaio del 1994, approvata la nuova legge elettorale, il suo mandato viene considerato concluso ma, dopo le elezioni di marzo che incoronano Silvio Berlusconi, la sua carriera tecnico-politica prosegue, prima come ministro del Tesoro nel ’96 e poi come presidente della Repubblica nel ’99.

Il secondo premier senza mandati elettivi è stato Lamberto Dini, in precedenza direttore generale della Banca d’Italia e ministro del Tesoro del primo governo Berlusconi. Dopo le dimissioni di Berlusconi, il 17 gennaio 1995. Dini, incaricato sempre dal presidente Scalfaro di formare un nuovo governo, costituisce un esecutivo composto esclusivamente da ministri e sottosegretari tecnici e non parlamentari. La finalità del governo è soprattutto quella di traghettare il Paese fino alle elezioni politiche anticipate, che infatti si terranno nell’aprile 1996.

Altro capo del governo non eletto in Parlamento è stato il giurista Giuliano Amato. Nel 2000, dopo le dimissioni di Massimo D’Alema, Amato rimane in carica come presidente del Consiglio per 411 giorni. Ma non è la prima volta che si insedia a Palazzo Chigi. Era stato capo del governo già nel 1993, mentre nel 1998 viene richiamato dal premier D’Alema come ministro delle Riforme Istituzionali. Nel 1999, invece, diviene ministro del Tesoro dopo che Carlo Azeglio Ciampi, che sino ad allora ricopriva tale incarico, viene eletto Presidente della Repubblica.

Altro premier senza mandato elettorale è stato il presidente della Bocconi Mario Monti, presidente del Consiglio dal novembre 2011 all’aprile 2013. Monti viene incaricato da Napolitano di formare il governo quattro giorni dopo la sua nomina a senatore a vita. Diventa quindi parlamentare prima di essere eletto premier ma la sua carriera priva di attività politica lo fa apparire sostanzialmente come un cosiddetto “tecnico”, sebbene abbia alle spalle due esperienze come Commissario europeo, prima nella Commissione Santer e poi nella Commissione Prodi.

L’ultimo a insediarsi a palazzo Chigi senza il titolo di onorevole è stato Matteo Renzi, succeduto a Letta nel 2014 ma diventato parlamentare “solo” il 4 marzo scorso. Il 14 febbraio 2014 la Direzione del Pd approva un documento in cui in “rileva la necessità e l’urgenza di aprire una fase nuova, con un nuovo esecutivo che abbia la forza politica per affrontare i problemi del Paese con un orizzonte di legislatura». È la fine del governo Letta, che rassegna le dimissioni. Pochi giorni dopo, il presidente della Repubblica assegna l’incarico a Renzi, che giura il 22 febbraio. Secolo d’Italia

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