Conte: noi non lasceremo sole le popolazioni colpite dal sisma. Finora solo parole

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“Oggi ho fatto visita alle zone terremotate del Centro Italia. Ho voluto con forza che la mia prima uscita in Italia da presidente del Consiglio fosse proprio qui, in queste terre ferite violentemente dal terremoto. Sono venuto qui per ascoltare i cittadini che vi abitano, per comprendere da loro, ma anche dagli amministratori locali, cosa serve e di cosa hanno bisogno”. Lo scrive su facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “A loro, a tutti i terremotati del centro Italia, delle Marche, del Lazio, dell’Umbria, Dell’Abruzzo, voglio dire che non saranno lasciati soli. Voglio dire loro che tutto il mio impegno sarà volto a fare in modo che oltre al dolore e alle gravi perdite che hanno subito in quella notte dell’agosto di due anni fa, non debbano più subire anche la solitudine e il senso di abbandono da parte delle istituzioni”, conclude il premier. “Non sono qui per promettere alcunché, però volevo rendermi conto, già da domani dobbiamo metterci a lavoro. C’è un decreto in discussione in Parlamento che sarà strategico per la ricostruzione. Purtroppo già da questi prima contatti mi rendo conto che la ricostruzione sarà molto difficile”. Lo denuncia il presidente del Consiglio nella visita ad Arquata del Tronto. A ostacolare la ricostruzione, secondo il premier, “non è soltanto un problema finanziario. In Italia ancora una volta di più si conferma la necessità di operare una semplificazione sul piano burocratico. Ci sono dei passaggi che sono normativamente molto complessi – indica Conte – e alla fine diventano anche di difficile attuazione. Io ho una sensibilità, ho promesso solo che mi impegnerò con il governo e con i ministri competenti e anche con i parlamentari che appoggiano la maggioranza perché si possa portare a casa un decreto che sia utile strumento per operare e avviare i lavori di ricostruzione. Occorrerà del tempo, ma speriamo di partire con il piede giusto”. Arrivando ad Arquata, Conte ha ribadito, come già stamani ad Amatrice, di non aver “affermazioni altisonanti” o “promesse mirabolanti” da fare. “Io sono venuto qui perché mi sembrava un gesto di attenzione doveroso – rimarca – un gesto di solidarietà nei confronti di persone che hanno sofferto tanto, persone di territori che sono stati letteralmente distrutti e la mia prima uscita pubblica in Italia ci tenevo che coincidesse con un gesto di attenzione nei confronti di queste persone”. “Volevo rendermi conto di persona e parlare con la gente. Mi chiedono soprattutto un gesto di speranza, di poter sperare, alcune persone sono molto anziane e sperano di poter morire rivedendo ricostruita la propria casa e la propria città. Alcuni sono affranti, tanto provati, Perché avendo un’età avanzata pensano di non riuscire a farcela…”  secoloditalia.it

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