Tria: “Reddito cittadinanza e tasse giù due operazioni di pari passo” Di Maio propone sgravi fiscali per calmare le imprese

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Il ministro dell’Economia Giovanni Tria nel corso dell’audizione alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, nella Sala Mappamondo di Montecitorio a Roma, 3 luglio 2018. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Dopo le tensioni tra Salvini e Di Maio sul decreto dignità, il ministro dell’Economia tiene insieme i due cavalli di battaglia di Lega e 5s: “Reddito cittadinanza e calo tasse di pari passo”

Il reddito di cittadinanza e il taglio delle tasse procederanno “di pari passo” perché “sono necessari a cambiare il sistema e supportare la crescita economica”. Mentre nel governo gialloverde si registra la distanza tra Salvini e Di Maio sul decreto dignità, con il leader della Lega che punta a modifiche sostanziali (dal ritorno dei voucher a vincoli meno stretti per i contratti a termine), il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, prova a ricucire lo strappo. Un tentativo che passa da una sottolineatura importante: la necessità di portare avanti, in modo parallelo, i due cavalli di battaglia di Lega e 5 Stelle, cioè il taglio delle tasse e il reddito di cittadinanza.

“Una maggiore crescita economica – spiega Tria in un’intervista a Bloomberg – deve venire dalla graduale attuazione del programma di governo”. Per Tria questo “richiede di agire sia sulla composizione delle entrate fiscali che sulla spesa. La nostra discontinuità rispetto al precedente governo non sarà sul livello del deficit ma piuttosto sul mix di politiche”.

Il ministro ha ribadito, come già detto in Parlamento, che non ci saranno manovre correttive quest’anno, che potrà chiudersi entro le stime di deficit (1,6% del Pil) e debito (130,8) scritte dal precedente governo. Il deficit per il 2019 “potrebbe essere più alto” rispetto all’obiettivo dello 0,9% del Def del governo Gentiloni. Tria ha quindi riaffermato come “nessuno voglia uscire dall’euro” e che “non sarebbe giustificabile”, visti i numeri e le stime, un eventuale downgrade delle agenzie di rating.

Dopo le critiche arrivate da Confindustria sul decreto dignità, Di Maio prova a sua volta a ricucire con il mondo delle imprese e in un’intervista a La Stampa promette subito l’arrivo di sgravi per le aziende. “La precarietà – sottolinea – è una sciagura anche per le aziende, perché se non ci sono clienti si ferma anche la produzione. Ma quello che faremo per loro sarà più chiaro nella legge di bilancio, quando ridurremo il costo del lavoro”. huffingtonpost.it

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