Preti pedofili, il Vaticano se la cava con un “abbiamo indagato”

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“La Santa Sede è consapevole che dall’esame dei fatti e delle circostanze potrebbero emergere delle scelte che non sarebbero coerenti con l’approccio odierno a tali questioni. Tuttavia, come ha detto Papa Francesco, ‘seguiremo la strada della verità, ovunque possa portarci’ (Filadelfia, 27 settembre 2015). Sia gli abusi sia la loro copertura non possono essere più tollerati e un diverso trattamento per i Vescovi che li hanno commessi o li hanno coperti rappresenta infatti una forma di clericalismo mai più accettabile”. Così la S.Sede sul ‘dossier Viganò’.

Con un comunicato, la Santa Sede affronta le questioni aperte con il “memoriale” dell’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti, mons. Carlo Maria Viganò, che ha accusato papa Francesco di aver ignorato per anni le informazioni sugli abusi omosessuali dell’ex cardinale di Washington Theodore McCarrick, che poi recentemente ha estromesso dal Collegio cardinalizio per le molestie a un minore, e di non aver tenuto conto della ‘sanzione’ di papa Benedetto XVI contro di lui: per questo Viganò, nella sua ‘testimonianza’, ha chiesto anche le dimissioni del Papa.

Da giorni erano stati annunciati “chiarimenti” della Santa Sede sulla vicenda, e ora nella nota si spiega che “dopo la pubblicazione delle accuse riguardanti la condotta dell’arcivescovo Theodore Edgar McCarrick, il Santo Padre Francesco, consapevole e preoccupato per lo smarrimento che esse stanno causando nella coscienza dei fedeli, ha disposto che venga comunicato quanto segue: Nel settembre 2017, l’Arcidiocesi di New York ha segnalato alla Santa Sede che un uomo accusava l’allora cardinale McCarrick di aver abusato di lui negli anni Settanta. Il Santo Padre ha disposto in merito un’indagine previa approfondita, che è stata svolta dall’Arcidiocesi di New York e alla conclusione della quale la relativa documentazione è stata trasmessa alla Congregazione per la Dottrina della Fede”.

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