Scopriamo come riconoscere se un prodotto alimentare è veramente integrale

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Alimentarsi bene è fondamentale, soprattutto in un periodo di cambio stagione. Infatti durante fasi di passaggio il corpo necessita maggiormente di cibo salutare per tenere alte le proprie difese ed evitare di incorrere nei malanni di stagione.

È risaputo che mangiare integrale ha un impatto positivo sulla propria salute. Oggi è più agevole seguire un’alimentazione con prodotti integrali grazie anche alla vasta gamma di alimenti realizzati da importanti brand italiani. È possibile trovare l’alternativa integrale a quasi tutti i prodotti, partendo dalla prima colazione, con delle fette biscottate veramente integrali e continuando con la pasta, il pane, la pizza e tutto quello che contiene farina. Bisogna prestare però molta attenzione quando si compra sugli scaffali. Bisogna leggere le etichette con meticolosità. A volte frasi come fonte di fibre, crusca, integrale non sono la reale garanzia che i prodotti siano davvero integrali e non raffinati. L’etichetta è un fattore importante, come del resto l’autorevolezza del marchio.

Se è di qualità si va sul sicuro. Non tutti gli alimenti in vendita nella grande distribuzione con scritto integralepossono essere realmente così. Nel post scopriamo come riconoscere se un prodotto alimentare è veramente integrale.

Come riconoscere il finto integrale

Come scrive in un approfondimento Il Giornale è importante sapere distinguere tra gli alimenti. È stata, infatti, da tempo accertata la correlazione che vige tra cibo e salute. Secondo diversi studi alcuni alimenti svolgono un ruolo dannoso per il corpo, mentre altri sono salutari. È opportuno quindi distinguere, evitando ad esempio di acquistare il cosiddetto finto integrale.

Innanzitutto non bisogna limitarsi a leggere sulle confezioni slogan come fonte di fibre o macinato a pietra. Invece bisogna dedicare qualche istante a leggere la lista degli ingredienti che vengono menzionati inetichetta. Spesso qui si trovano in elenco delle farine raffinate arricchite con cruschello o crusca. Di cosa si tratta? È una parte del seme più ricca di fibre. Ma ciò non toglie che possa definirsi integrale. Ad oggi la normativa italiana è molto generica in relazione alla definizione di prodotto integrale. Infatti un prodotto raffinato integrato con questa componente o con minime percentuali di farine non raffinate si può anche chiamare integrale.

Ma un prodotto si può definire come veramente integrale quando è fatto solo di farine che non hanno subito una raffinazione industriale. Una lavorazione industriale ha l’effetto di impoverire la materia prima. In questi casi si mangiano grissini, fette biscottate, biscotti, cracker, brioche e prodotti da forno realizzati con le farine che sono alla base degli alimenti non integrali.

Quali altri accorgimenti seguire? Se il prodotto ha un colore scuro o un elevato contenuto di fibre ciò non è garanzia che sia integrale. È possibile che sia stato aggiunto del colorante caramello o della melassa.In commercio sono tanti i prodotti misti, realizzati con farine raffinate con l’aggiunta di una componente integrale come la crusca. La finalità è sia quella di avere alimenti dal gusto più appetibile sia anche a più lunga conservazione.

Come riconoscere il vero integrale

Un prodotto veramente integrale è realizzato solo con farine integrali. Il procedimento di raffinazione permette di separare ed eliminare dalla farina sia la crusca, sia il germe. Questi grassi la farebbero irrancidire in tempi molto più ridotti. Un alimento integrale non deve essere necessariamente costituito da cereali integrali. Basta che in esso siano contenuti almeno il 51% di tutte e tre le componenti del seme: crusca, germe ed endosperma.

Gli alimenti fatti con farine raffinate addizionate in seguito con la crusca, non possono essere definiti integrali in quanto non contengono il germe. Secondo l’European Food Information Council un prodotto si definisce integrale quando riporta la dicitura: “farina integrale”, “100% integrale” e gli ingredienti elencati confermino la presenza totale.

Va quindi letta con attenzione la lista degli ingredienti elencati sull’etichetta. Da notare come sono elencati in ordine di quantità decrescente. Quindi devono comparire per primi gli ingredienti integrali come farina integrale di frumento e avena integrale. Leggendo l’etichetta si riesce così a conoscere la natura del prodotto che si acquista.

Consigli pratici

Il finto integrale può anche generare un effetto non positivo sulla salute. Ciò perché le fibre isolate possono rendere difficile assorbire dei micronutrienti.Quando si comprano prodotti sfusi è più difficile stabilire se sono davvero integrali. Ad esempio pane e focacce se comprati dal fornaio non danno l’opportunità di verificare gli ingredienti usati. In questi casi bisogna andare a scatola chiusa e fidarsi del negoziante.

È opportuno seguire una corretta alimentazione. Non si può in alcun modo mangiare solo prodotti integrali. Troppe fibre possono scatenare fenomeni di sensibilizzazione o irritazione alle mucose intestinali soprattutto per chi soffre di colite.

Sovente gli alimenti integrali sono addizionati con grassi e zucchero per migliorarne il gusto. Un prodotto integrale può contenere quindi più calorie di un suo equivalente raffinato. Il consumatore trova sull’etichetta la tabella calorica. È sempre bene consultarla.

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