Diciamo no al Grande Fratello fiscale. Giorgia Meloni respinge il fisco spione

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“Arriva il Grande Fratello fiscale sotto il nome di anagrafe dei conti correnti bancari”. Lo ha scritto su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni spiegando l’esultanza di Luigi Di Maio che dice: “La Guardia di finanza avrà la possibilità di accedere direttamente alla banca dati delle transazioni su carte di credito e conti correnti, senza dover più chiedere l’autorizzazione alla magistratura”.

Ed è così che “lo Stato guardone saprà in tempo reale cosa compra e cosa fa ogni singolo cittadino con i suoi soldi” sostiene Meloni e ancora, “che film vede al cinema, se va al ristorante o in pizzeria, che marca di vestiti usa, che alimentazione ha, se fuma oppure no, che abbonamenti ha, se entra in un sexy shop o se compra testi sacri”. “Tutta la nostra vita senza filtri messa a nudo e consegnata in mano allo Stato, ai burocrati, ai politici che così – prosegue – potranno giudicare se secondo loro facciamo spese immorali o se siamo dei bravi cittadini. È questo il futuro che vuole per noi la sinistra e il M5S. Ma noi siamo uomini e donne liberi, non schiavi e sudditi. Fratelli d’Italia dice No al grande fratello fiscale”.

 

Sulla stessa linea Unimpresa: “Fisco spione. Con la fatturazione elettronica i contribuenti verranno sistematicamente monitorati dall’agenzia delle Entrate e il rispetto delle norme a tutela della protezione dei dati personali è seriamente a rischio”. È la denuncia è di Unimpresa che parla di “una bomba innescata e pronta ad esplodere: dal prossimo anno la e-fattura diventerà progressivamente obbligatoria nel nostro Paese e l’amministrazione finanziaria, già in possesso di molti dati sensibili di imprese e famiglie, grazie all’accesso ai conti correnti, verrà a conoscenza di altre informazioni: alimentazione, salute e consumi anche minori”. “C’è il rischio che con l’entrata in vigore della fatturazione elettronica obbligatoria, i nostri dati personali non vengano utilizzati solo al fine di semplificare la nostra vita quotidiana.

Per come congegnato, col sistema messo in piedi, l’agenzia delle Entrate verrà a conoscenza di ciò che mangiamo, di quali patologie soffriamo e di quanta carta igienica consumiamo” rimarca il vicepresidente di Unimpresa con delega alla privacy Giuseppe Spadafora. Secolo d’Italia

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