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Francesco Storace: “Spezzeremo le reni all’Europa. Anzi, no”

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Spezzeremo le reni all’Europa. E ieri sera Conte ha ordinato a Salvini e Di Maio la riscossa in un lungo vertice a palazzo Chigi.

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Drammatico il resoconto che ne ha fatto Rocco Casalino.

1) Elimineremo le accise di ogni genere. Non vogliamo accuse. E neppure andare accasa.

2) Aboliremo la Fornero e la faremo pure espatriare.

3) Il reddito di cittadinanza lo daremo appena avremo trovato i soldi dei precedenti governi, ma con gli arretrati, garantisce l’avvocato del popolo.

4) la quota 100 sarà assicurata a tutti quelli che ne faranno richiesta il prossimo 29 febbraio.

Ma la vera sorpresa sarà contenuta negli emendamenti già pronti per l’aula del Senato, quando finalmente il governo Conte sarà in condizione di decidere: con un colpo di teatro – e all’insaputa di Juncker – caleranno l’asso della Flat tax al 15 per cento con decorrenza da Carnevale.

I Cinque stelle andranno in ritiro e in una stanza resteranno da soli Di Maio e Di Battista. Quest’ultimo scriverà le condizione della resa dell’Europa all’Italia con la firma dei noti fratelli Caponi, prossimi candidati dei Cinque stelle, perché congiunti-vi di Di Maio: via la Tap (di nuovo), niente Terzo Valico e deragliamento organizzato per la Tav.

Il ministro Toninelli farà un’analisi costi/benefici per il parco giochi da realizzare sul ponte Morandi.

Il guardasigilli Bonafede cercherà copia della denuncia che Di Maio aveva promesso di presentare contro la “manina” che aveva manomesso il decreto dignità.

La viceministra Castelli sarà incaricata di spiegare alla tipografia delle schede sul reddito di cittadinanza che serve una ristampa non troppo costosa delle coperture di 17 miliardi già trovate in campagna elettorale e misteriosamente scomparse ora che i pentastellati stanno al governo.

Poi, hanno richiamato Casalino in stanza e gli hanno spiegato che è finito il tonno e pure le scatolette da aprire.

Abbiate pietà del popolo italiano, che non ci sta capendo niente di quanto combinate tra un vertice e l’altro (il primo, il secondo, il trecentesimo?).

Ci avete incantato con le promesse a vuoto, avete dichiarato guerre senza truppe ne’ capacità, vi siete dotati di faccia feroce e ora tutto rientra. Pochi spicci a chi sarà fortunato. Tasse a tutti gli altri.

Presidente Conte, un paese non si governa in questa maniera, con la fabbrica delle illusioni in modalità decimali.

Se credete nella prima delle cinquanta bozze della vostra manovra economica, ritiratela fuori e dite a Bruxelles di non rompere le scatole. Se invece avete paura dell’Unione europea sbrigatevi ad eseguire i compiti che Juncker e Moscovici vi hanno dettato senza fare più troppe storie.

Non servono i vertici, ma solo buone e sincere preghiere per questa Patria sventurata.

A palazzo Chigi non avete il diritto di frantumare la speranza. Che certo non riponevamo in Luigi Di Maio. Ma in Matteo Salvini si’, e cominciamo ad avvertire un po’ di delusione per quanto accade. Abbastanza diffusa, potremmo azzardare senza bisogno di consultare troppo i sondaggi.

Serve una scossa salutare per la Nazione, perché continuando così si va a picco.

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Francesco Storace

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