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Una ricerca mostra che lo zafferano attacca le cellule tumorali su più fronti, in ogni fase della malattia

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Lo zafferano potrebbe essere una spezia che usi usi molto spesso, ma forse lo dovrebbe essere, infatti come dimostra la ricerca la spezia può attaccare le cellule tumorali in ogni fase della malattia.

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La medicina tradizionale cinese è  consapevole da molto tempo delle virtù dello zafferano, che ha giocato un ruolo vitale nella guarigione per molti anni, ora anche il mondo occidentale sta iniziando a dare a questa spezia il merito che gli spetta dato che ha dimostrato il potenziale per prevenire e persino invertire diversi tipi di cancro aggressivi .

Ecco alcuni dei modi in cui lo zafferano può combattere la malattia.

Sopprime l’infiammazione

L’infiammazione gioca un ruolo vitale nello sviluppo del cancro e lo zafferano ha potenti effetti anti-infiammatori. I ricercatori hanno detto che le proprietà di blocco dell’infiammazione delle spezie sono un motivo in più per cui si comporta così bene, negli studi sugli animali, e sulle cellule cancerogene.

Previene la crescita del cancro

Lo zafferano contiene tre carotenoidi – safranale, crocina e crocetina – che possono impedire al cancro di formarsi in primo luogo. Studi condotti su cellule e animali hanno dimostrato che questi pigmenti antiossidanti delle piante inibiscono i fattori scatenanti del processo cancerogeno, inclusi il danno ossidativo dei radicali liberi, i virus, le tossine ambientali, l’infiammazione e le radiazioni. Lo fa proteggendo attivamente il DNA nelle cellule da danni e mutazioni, impedendo sostanzialmente la crescita del cancro. Studi su animali hanno dimostrato che l’estratto di zafferano può prevenire la formazione di tumori se assunto per via orale prima dell’esposizione ad un agente cancerogeno prodotto in laboratorio.

Tumori, sostanze nutritizie e ossigeno

I tumori non possono vivere senza sostanze nutritive, ossigeno e sangue, e i tre carotenoidi nello zafferano sopprimono il processo usato dai tumori per creare nuovi vasi sanguigni. Si ritiene che la spezia possa invertire la crescita del cancro poiché uno studio dimostra che la crocetina in esso contenuta può causare la regressione dei tumori pancreatici.

Abbassa la produzione di enzimi distruttivi

Nel loro tentativo di diffondersi in tutto il corpo, le cellule tumorali usano la matrice metalloproteinasi, o MMP, per distruggere la matrice proteica che si trova tra le cellule nel tessuto sano. La crocetina nello zafferano può impedire alle cellule del cancro al seno di produrre MMP, minimizzando così la loro invasività e impedendo loro di farsi strada nei tessuti sani che li circondano. Riduce anche i livelli di un altro enzima che è importante nella progressione del tumore e l’invasività del cancro nota come gelatinasi.

Stimola la morte delle cellule

Le cellule tumorali possono crescere senza controllo perché sono essenzialmente invulnerabili alla morte cellulare programmata che normalmente regola la crescita delle cellule. Tuttavia, gli antiossidanti nello zafferano possono invertire questo processo spingendo le cellule tumorali a suicidarsi. Questo effetto è visibile persino in alcuni dei tumori più aggressivi in cui i medici hanno da molto tempo abbandonato di combattere, compresi quelli dei polmoni, dello stomaco e del fegato.

Ad esempio, uno studio pubblicato su Hepatology ha dimostrato come lo zafferano abbia causato la morte delle cellule e bloccato l’infiammazione nel cancro del fegato.

Riduce gli effetti collaterali negativi della chemioterapia

Gran parte dell’entusiasmo  sulle potenzialità dello zafferano come trattamento per il cancro deriva dal fatto che le attuali offerte lasciano molto a desiderare. La chemioterapia è piena di effetti collaterali negativi, non ultima la sua capacità di causare cambiamenti chimici del DNA che possono attivare i geni del cancro e provocare mutazioni che promuovono il cancro.

Mentre la proficua sostituzione  di trattamenti come la chemioterapia con ingredienti naturali nella medicina tradizionale sarà una dura battaglia, lo zafferano può  lavorare a fianco della chemioterapia e ridurre al minimo il danno.

Ad esempio, in uno studio pubblicato su Human and Experimental Toxicology , topi che avevano assunto lo zafferano per cinque giorni prima di ricevere uno dei tre comuni farmaci antitumorali hanno notato un danno significativamente inferiore al DNA, dovuto in parte al fatto che lo zafferano previene la rottura dei fragili filamenti di DNA .

Ancora una volta, la saggezza della medicina tradizionale cinese ha prodotto un trattamento promettente per una malattia moderna. Quante vite potrebbero essere salvate se questi risultati vengono utilizzati per sviluppare un’alternativa più sicura alla chemioterapia?

Fonti:

NaturalHealth365.com

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Naturalpedia.com

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