Pensioni, scontro tra Clemente Mimun e Matteo Salvini: l’accusa del ministro e la sfida del direttore del Tg5 - Euroxweb

Pensioni, scontro tra Clemente Mimun e Matteo Salvini: l’accusa del ministro e la sfida del direttore del Tg5

Il direttore del Tg5 Clemente J. Mimun ha qualcosa da dire al vicepremier, e lo fa con una lunga serie di messaggi su Twitter. “Matteo Salvini, vicepremier, ministro dell’Interno e segretario della Lega, contesta i giornali e i telegiornali che hanno scritto che le pensioni diminuiranno nel 2019 in seguito all’approvazione della manovra del governo giallo-verde”, scrive il giornalista. Mimun riporta dunque le parole di Salvini dette in una diretta Facebook. “Uno legge i giornali, lo dico con tutto il rispetto per i colleghi giornalisti, ma ad esempio ho visto il Tg5 di ieri sera sulla manovra ed era… un pochino fazioso”, ha detto Salvini. “Ci siamo abituati, la Lega e’ nata e cresciuta con tutta l’informazione contro, ma fare disinformazione sulle pensioni non è un capriccio contro Salvini, non si fa opera intelligente se si dice che i pensionati prenderanno meno, accadrà esattamente il contrario”.

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Il ministro degli interni promette: “Pubblicherà una tabella con numeri chiari. Nessun pensionato italiano nel 2019 prenderà di meno rispetto al 2018. Uno legge i giornali, guarda i tg, ‘tagli’, ‘massacri’, ‘debiti’, ‘disastri’, ‘sciagure’: nessun pensionato italiano prenderà meno nel 2019 rispetto al 2018″. “Ad eccezione – ha aggiunto Salvini – delle pensioni d’oro, da 7, 8, 15, 20mila euro: ma il pensionato medio, quello che prende 1000, 1200, 1500, 1800 non prenderà una lira di meno, anzi”.
Salvini – aggiunge Mimun – ha poi letto la tabella, tra un saluto e l’altro ai suoi follower Facebook: “Chi ha una pensione di 800 euro nel 2018, l’anno prossimo prenderà 9 euro in più, 1000 euro 11 euro in più, 1200 euro 13 euro in più, 1500 euro 16,50 euro in più, che fanno 220 nell’arco dell’anno, 1700 euro 18 euro in più, 2000 euro 21 euro in più, 2500 euro 21,2 euro in più, eccetera eccetera eccetera eccetera

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Salvini si dichiara dunque disposto a confrontarsi con i giornalisti del Tg1 del Tg5, del manifesto, di Avvenire, di Repubblica, del Sole24Ore, ma “se fate disinformazione non è un dispetto a Salvini ma un cattivo servizio. I numeri non sono interpretabili”.  Mimun gli ha risposto: “Salvini sa che non mancherà occasione. Faremo domande precise sui singoli punti e avrà come sempre modo di dare risposte altrettanto precise”. liberoquotidiano.it

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