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Perché il Taser in mano ai vigili urbani (forse) non è una buona idea

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Il decreto legge, denonimato “decreto sicurezza” e firmato del ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha introdotto la possibilità per i comuni italiani oltre i 100.000 abitanti di dotare gli agenti di polizia locale di pistole Taser. Nel dettaglio, i comuni possono dotare 2 poliziotti municipali di taser in via sperimentale per un periodo di sei mesi.  Dopo i sei mesi di prova, i Comuni potranno decidere di mettere a regime l’arma a impulsi elettrici nella dotazione della propria municipale.

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Un provvedimento contro il quale Antigone si sta opponendo. Perché? E in che modo? L’associazione “per i diritti e le garanzie nel sistema penale” ha scritto ai consigli comunali e i sindaci delle città più grandi proponendo un ordine del giorno con il quale le stesse si impegnino a non adottare quest’arma.  “Da settembre in dodici città italiane era partita la sperimentazione dell’arma che oggi anche i corpi di polizia locale dei comuni potranno utilizzare. Un’arma pericolosa – sottolinea Patrizio Gonnella, presidente di Antigone – soprattutto su quei soggetti affetti da problemi cardiaci e/o disturbi neurologici e su donne in stato di gravidanza, e che nella pratica viene utilizzata al posto dei manganelli e non delle armi da fuoco”.

Taser, Antigone si appella ai Comuni

Secondo un’indagine della Reuters il taser ha provocato oltre mille morti nei soli Stati Uniti. Ciò significa che se il Taser venisse usato su 400 persone una di queste potrebbe in linea teorica morire.  “Alcuni organismi internazionali, tra cui la Corte Europea dei Diritti Dell’uomo ed il Comitato ONU per la prevenzione della tortura – dichiara ancora Gonnella – si sono espressi relativamente alle pericolosità di quest’arma e il rischio di abusi che l’utilizzo può comportare. Per questo – conclude il presidente di Antigone – abbiamo chiesto ai comuni di discutere e approvare l’ordine del giorno che abbiamo proposto, scongiurando la possibilità che anche agenti della polizia locale possano avere in dotazione quest’arma potenzialmente letale”.

Taser, il rischio di morte è basso ma esiste

Tra le 1000 circa persone morte negli Stati Uniti d’America contro cui la Polizia aveva utilizzato la pistola Taser, in 9 casi su 10 poi le persone colpite erano disarmate e in 4 su 10 soffrivano di disturbi mentali o malattie neurologiche. Organismi internazionali intergovernativi e non governativi hanno stigmatizzato l’uso della pistola Taser in quanto potenzialmente mortale e mai realmente sostitutiva di armi da fuoco. Tra questi vi è il “Comitato ONU contro la Tortura”, che si è espresso contrariamente all’introduzione in Portogallo di misure che ne autorizzassero l’utilizzo, essendo forte il rischio di maltrattamenti a esse legato. 

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Taser al via: come funziona la pistola elettrica che “debutta” in Italia

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In quali Paesi è utilizzato

Il Taser è classificato tra le armi da difesa “meno che letali” che fa uso dell’elettricità per paralizzare i movimenti del soggetto colpito facendone contrarre i muscoli: serve per immobilizzare un soggetto ritenuto pericoloso. Il dissuasore elettrico è dotato di una memory card che registra la data, l’ora e il numero dei colpi sparati, ha un raggio d’azione di poco meno di 6 metri e gli aghi sparati non devono penetrare negli abiti per agire. Questo dispositivo è in dotazione alle Forze di polizia in circa 107 Paesi, tra cui Canada, Brasile, Australia, Nuova Zelanda, Kenya e in Europa in Finlandia, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Grecia e Regno Unito.

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