Giochi per bambini, consumatori contro gli slime: “4 su 10 possono essere pericolosi” - Euroxweb

Giochi per bambini, consumatori contro gli slime: “4 su 10 possono essere pericolosi”

Melmosi, appiccicosi e, spesso, anche pericolosi. Sono i cosiddetti “slime”, coloratissimi giochi per bambini che diversi test hanno messo sotto accusa. L’allarme è del Beuc, la “federazione” delle associazioni di consumatori di tutta Europa (il rappresentante per l’Italia è Altroconsumo).
E proprio Altroconsumo, insieme ad altre sette associazioni europee, ha messo alla prova queste sostanze scoprendo che 42 prodotti su 100 non dovrebbero neanche trovarsi sul mercato a causa degli alti livelli di boro, che viene usato per rendere gli slime più appiccicosi ed elastici. Lo stesso Beuc suppone che possa trattarsi solo della “punta dell’iceberg”, in presenza di molti altri giocattoli altrettanto pericolosi che non sono ancora stati osservati al microscopio.

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I possibili effetti negativi del boro incidono sia sulla fertilità che sulla funzionalità ormonale. Tanto che l’Unione Europea ha fissato dei limiti molto precisi per il suo utilizzo nei giocattoli. Limiti che sono stati superati in quasi la metà del campione analizzato, anche se con differenze tra un caso e l’altro: ci sono sforamenti minimi, che destano poche preoccupazioni per la salute, e altri macroscopici. In questi ultimi casi – rilevati in Francia, Germania e Spagna – si arriva fino a 14 volte oltre il consentito. Oltre agli effetti nocivi che può provocare l’esposizione al boro, a preoccupare è anche la facilità con cui questi prodotti sono entrati sul mercato europeo senza che le autorità li bloccassero.
In questo caso i dati pubblicati dal Beuc sono eloquenti: nel corso del 2018 le autorità nazionali hanno segnalato al Rapex (il sistema di allerta comunitario) solo 18 prodotti di questo tipo. Significa che almeno 24 diversi slime sono stati venduti senza che il sistema europeo di controllo si sia accorto di qualche anomalia.

Eppure le leggi ci sono, i limiti sono chiari e anche gli accordi con le maggiori piattaforme commerciali sono già nero su bianco. Il riferimento, in questo caso, è al patto tra Commissione Europea e i siti Amazon, eBay, Alibaba e Rakuten France. L’accordo prevede che gli articoli segnalati sul sistema Rapex vengano rimossi dai cataloghi online nel giro di due giorni.

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È per questo che il Beuc ha scritto una lettera aperta alla Commissione Europea perché assuma un ruolo di coordinamento delle varie autorità nazionali. L’obiettivo è quello di “togliere di mezzo questi prodotti, che circolano in Europa illegalmente, prima che i consumatori li possano acquistare”.

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