Pane fresco o decongelato? Ora un'etichetta ce lo dirà - Euroxweb

Pane fresco o decongelato? Ora un’etichetta ce lo dirà

Da oggi potremo capire in un attimo se il pane che stiamo per acquistare è fresco o decongelato. È infatti entrato in vigore il decreto sull’etichettatura sul pane, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Rispetto ai precedenti decreti sul cibo, che si concentravano soprattutto sull’origine, in questo caso al centro c’è il processo di lavorazione.

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Il decreto infatti definisce cosa si intende per “pane fresco”: un prodotto preparato secondo un processo di produzione continuo, vale a dire che la lavorazione del pane non viene interrotta per congelare l’impasto. Per “continuo” la legge intende un processo di lavorazione che non superi le 72 ore tra il suo inizio e la vendita al pubblico. Fresco è anche il pane privo di additivi conservanti. Altrimenti dovrà chiamarsi “pane conservato” o “pane a durabilità prolungata”.

PUBBLICITÀinRead invented by TeadsCambia, di conseguenza, anche la definizione degli esercizi commerciali. Oggi infatti i consumatori rischiano di acquistare pane decongelato nella convinzione che sia fresco, magari perché lo prendono in negozi che, a prima vista, hanno tutte le sembianze di un panificio.

Non potranno più chiamarsi panifici quelle attività che si limitano a decongelare il pane per venderlo al pubblico: potrà farlo solo chi svolge l’intero ciclo di produzione, dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale.

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Per fare un acquisto consapevole, quindi, sarà importante leggere l’etichetta ma in realtà sarà molto difficile sbagliare. Il decreto, infatti, prevede che il pane conservato debba essere esposto in scomparti “appositamente riservati”.

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