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La storia di Alessandro: vive in strada a Viareggio, gli offrono un lavoro ma non può essere assunto „

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Alessandro ha 48 anni e vive da qualche mese in strada a Viareggio. Ha ricevuto un’offerta di lavoro a tempo indeterminato, ma non ha la residenza. La sua storia

Alessandro è un uomo di 48 anni che, da qualche mese, vive in strada a Viareggio. Ha perso il lavoro e dorme sulle panchine della cittadina in provincia di Lucca, nonostante il grande freddo di questi giorni. “Ha lavorato una vita e versato tanti contributi, in questi giorni gli abbiamo trovato una sistemazione in un albergo dove poter dormire al caldo, anche stanotte gli paghiamo noi la camera perché con questo freddo non può stare fuori”, ci racconta Emanuele Battella della Colonia Cristiana Sos Emergenza Italia, una onlus che lo sta assistendo.

La storia di Alessandro: gli offrono un lavoro ma non può essere assunto

Da lavoratore a clochard negli anni della crisi economica. La sua sembra una storia come tante, purtroppo. Ma qui si aggiunge il paradosso. O “la follia”, come la definisce l’attivista. L’uomo ha trovato un nuovo impiego a tempo fisso, ma non può essere assunto dal datore di lavoro. “Un ristoratore in Darsena a Viareggio – ci racconta Battella – gli ha offerto un lavoro a tempo indeterminato. Per Alessandro è stata una gioia immensa, un lampo di vita, ma purtroppo questa speranza è durata molto poco”. L’uomo non ha una residenza e per questo motivo, per legge, non può avere l’assunzione. “Mi sento invisibile, un fantasma. E’ brutto trovarsi a 48 anni in queste condizioni, senza aiuto. Se non ho la residenza il titolare del ristorante non può assumermi. Chiedo solo di essere messo nelle condizioni di poter lavorare, per poter andare a letto tranquillo la sera”, dice commosso.

Residenza fittizia, la via per gli “invisibili” che non esiste più

Il 48enne era convinto di avere la residenza in “Via dei Vageri”, la via fittizia “data” anni fa ai senza fissa dimora a Viareggio. Via dei Vageri, un po’ come l’isola di Peter Pan, era la strada che non c’è. Non esisteva sulle mappe, ma rappresentava l’occasione per tanti invisibili di accedere ai diritti (la riscossione della pensione, il voto alle elezioni le cure mediche). Come in altri Comuni italiani, questa “strada” serviva al ministero degli Interni per dare una sistemazione “formale” – un domicilio, per l’esattezza – ai senzatetto. Oggi quella strada (che in altri Comuni aveva assunto nomi diversi) non esiste più, perché il decreto contro l’abusivismo abitativo firmato nel 2014 dall’ex ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha chiuso a chi non ha un indirizzo anche la possibilità di avere una residenza fittizia e, di conseguenza, poter lavorare con un contratto in regola o di ricevere le cure di un medico della mutua. Come nel caso di Alessandro, vittima di questo paradosso, che oggi chiede di poter ritrovare la sua dignità di uomo attraverso una residenza e un lavorotoday.it

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Qui sotto, il video dell’uomo che racconta la sua storia.CategoriaCronacaDall’Italia

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