Ci risiamo. Bruxelles contro l’Italia. La Lega: ‘Recessione colpa dell’Ue’

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Su Affaritaliani.it la risposta di Claudio Borghi ai siluri di Dombrovskis

di Alberto Maggi

“Il signor Dombrovskis ha ancora pochi secondi di tempo per poter fare la voce grossa. Mi hanno detto che forse sarà candidato nel suo Paese alle prossime elezioni europee con i residui del suo partito. Bene, vedremo se verrà eletto, con quanti voti e se otterrà un maggior consenso lui o un candidato leghista alle Regionali in Abruzzo”. Claudio Borghi, responsabile economico della Lega e presidente della commissione Bilancio della Camera, intervistato da Affaritaliani.it, risponde all’affondo contro il governo italiano del commissario e vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis.

“Questi signori di Bruxelles erano abituati al sistema precedente nel quale l’Italia era sempre totalmente prona al loro volere. Adesso, per fortuna, il nostro Paese ha deciso di perseguire gli interessi degli italiani e questa cosa storicamente non è mai piaciuta in Europa”, afferma Borghi.

L’esponente del Carroccio prosegue: “Questa Commissione europea verrà ricordata come una delle più fallimentari dell’intera storia del Vecchio Continente. Ha perso l’opportunità epocale per favorire il rilancio economico in tutta Europa. Il fatto che l’Italia non abbia agganciato la ripresa è anche per colpa delle idee di questa Commissione e dei partiti di governo a Roma – mi riferisco al Pd – che hanno appoggiato le loro teorie. Il Partito Democratico è stato infatti al governo durante tutta la durata in carica della Commissione Juncker. Non rimpiangeremo né lui, né Dombrovskis e nemmeno il signor Moscovici. Non entreranno certo nella storia d’Italia”, conclude il presidente della Commissione Bilancio di Montecitorio.

IL NUOVO ATTACCO DELL’UE ALL’ITALIA – La traiettoria di bilancio dell’Italia era sbagliata, e prima che venisse corretta grazie al negoziato con l’Ue “i danni all’economia erano già stati fatti”: Così il commissario Valdis Dombrovskis all’Eurogruppo a Bruxelles. “Abbiamo rivisto al ribasso le stime di crescita e bisogna dire che anche in precedenza avevamo detto che la traiettoria di bilancio scelta non aiutava fiducia, stabilità finanziaria, ha portato all’aumento dei tassi, al calo di indicatori sulla fiducia e a crescita rallentata. Il Governo ha corretto questa traiettoria in modo considerevole, ma i danni erano già stati fatti”.

Il vicepresidente della Commissione ha quindi risposto ai giornalisti sui casi Bankitalia e Consob: “E’ importante preservare l’indipendenza della banca centrale e delle istituzioni dei mercati finanziari”, ha detto.

Sull’Italia “non facciamo speculazioni, c’è un rallentamento della crescita che deve farci riflettere, allertare, deve far agire con ordine”, ma “non penso che l’Italia si trovi ai margini, al contrario penso che ci sia un incitamento ad andare ancora più vicino al cuore dell’Europa e dell’Eurozona, perché alla fine l’incertezza è più dannosa che utile. E se farà le riforme per aumentare la competitività e la produttività le cose andranno nella giusta direzione”. Lo ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici entrando alla riunione dell’Eurogruppo. “Dobbiamo essere chiari: il posto dell’Italia, terza economia della zona euro, è al centro della zona euro, non accanto, non a margine”, ha aggiunto.

“Non è la mia sensazione, anzi, vedo una grande continuità nelle posizioni dell’Italia che è sempre stata a favore di un bilancio dell’Eurozona”: così il commissario agli affari economici Pierre Moscovici ha risposto a chi gli chiede se la situazione italiana e le tensioni con la Francia possano avere un impatto sulle discussioni nell’Eurogruppo sul bilancio dell’Eurozona. “Un bilancio che consente di far convergere le economie, ridurre le divergenze, che serve anche all’Italia”, ha detto Moscovici, spiegando che “come gli altri e più di altri ha bisogno di un approccio ambizioso e dobbiamo mantenerlo, e osservo che fino ad oggi, nelle posizioni di Giovanni Tria, c’è stata una grande continuità” con il passato.

Con le previsioni economiche che per l’Italia vedono una crescita del + 0,2% nel 2019 “non si tratta di rilanciare il discorso sulla procedura”, perché per quello ci sono gli appuntamenti del semestre europeo in primavera, ha detto Moscovici. “Dobbiamo distanziare il tempo delle previsioni, che era la settimana scorsa, con una revisione forte delle stime per l’Eurozona e molto forte per l’Italia, a 0,2%, ma non si tratta di rilanciare il discorso sulla procedura, ci sono degli appuntamenti per quello”, ha spiegato. Ad aprile i Paesi presenteranno il programma di stabilità, a maggio ci saranno le nuove previsioni “ed allora avremo l’occasione di valutare le eventuali conseguenze sul bilancio, di confermare eventualmente le nostre previsioni”. Ovviamente, però, già le stime attuali “devono farci riflettere su cosa possa consentire all’Italia di aumentare la sua crescita potenziale per renderla più effettiva e più conforme a quella della terza economia della zona euro. Penso da tempo che le riforme che vanno fatte sono quelle che aumentano la competitività, la produttività”, ha concluso.

“L’Italia non è in agenda” dell’Eurogruppo e quindi non se ne parlerà, ma “è ora tempo per i governanti di attuare la manovra impegnativa” che hanno approvato: così il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno entrando alla riunione e rispondendo ai giornalisti. Centeno ha precisato che sulla situazione italiana si tornerà in primavera. affaritaliani.it

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