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Scalfari va all’attacco: “Salvini è para-fascista e ama la dittatura”

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Un affondo in piena regola. Contro Matteo Salvini, da tempo al centro delle critiche (e non solo) della sinistra e di molti commentatori, si è scagliato stamattina Eugenio Scalfari.

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Nel fondo odierno su Repubblica, il fondatore del quotidiano definisce il leader della Lega un “para-fascista” che ama le dittature.

Il fondatore di Repubblica si sofferma sulla sua esperienza passata, quando a sei anni divenne un piccolo Balilla e poi passò tutti i gradi della gioventù fascista. Lo fa per poi analizzare il presunto ritorno del neofascismo. Secondo Scalfari, Salvini “vede un governo efficiente soltanto sotto forme dittatoriali: Parlamento in seconda linea, diffusa simpatia politica da parte del popolo, che si verifica in espressione di elezioni di vario tipo, regionali e nazionali. Naturalmente un uomo politico che guida un partito fa molto conto dei voti che riscuote nelle varie occasioni elettorali. Quei voti Salvini li ha e non fanno che aumentare”.

A proposito di Movimento Cinque Stelle, secondo il giornalista i grillini “non sono di carattere fascista ma alcuni punti di contatto con quel movimento di un secolo fa ce l’hanno perché sono di natura populista. Nessun movimento dopo la caduta del fascismo e la fucilazione di Mussolini da parte dei partigiani della Resistenza si è ispirato al fascismo, salvo dei gruppi giovanili che da qualche mese manifestano un neofascismo imprevisto e imprevedibile. Non fanno ancora massa ma si manifestano in varie occasioni”. Poi arriva l’affondo contro il ministro dell’Interno: “Per ora il loro sostegno non va a Salvini ma al lontanissimo ricordo del Duce; ma Salvini neo-dittatore in qualche modo rievocherebbe il ricordo mussoliniano. Salvini è para-fascista perché ama la dittatura, Di Maio ha anche lui un’ispirazione di neofascismo perché è alla guida di un movimento populista e questa è la situazione italiana a un secolo di distanza dalla fondazione dei “Fasci di combattimento”.

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Infine, Scalfari conclude il suo lunghissimo editoriale con una considerazione finale : “Questa saldatura della Lega per i gruppetti fascistoidi – dice – è molto probabile che avvenga. Meno probabile è che anche Di Maio sia coinvolto nel para-fascismo del dittatore Salvini: Di Maio è un populista ma il suo movimento fondato da Beppe Grillo ha come programma grillino l’abbattimento di tutte le classi dirigenti siano di destra siano di sinistra. Quindi il fascismo non c’entra ma c’entra una gran confusione politica che non a caso fa perdere voti ai 5 Stelle”.

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