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Australia, troppe scorregge del collega di lavoro: «Costretto a licenziarmi per il cattivo odore»

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Si lascia andare a numerose flatulenze nella stanza del collega e viene accusato di bullismo. David Hingst, 56 anni, ha accusato Greg Short di essersi reso protagonista di episodi di denigrazione, dopo che per mesi ha dovuto subire delle angherie che invece il collega riteneva essere scherzi divertenti.

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L’uomo era solito entrare nella sua stanza in ufficio, in un società di costruzioni di Melbourne, dove lavorava come architetto. Il suo spazio era privo di finestre, così il collega approfittava dell’assenza di un ricircolo d’aria per lasciarsi andare a dei peti e poi andare via. Per settimane Hingst ha detto di aver subito i maleodoranti dispetti del collega fino a quando non ha decido di prendere provvedimenti.

«Scoreggiava contro di me se ne andava ridendo», ha dichiarato l’architetto, come riporta la stampa locale, che ha portato il collega in tribunale sostenendo di essere stato costretto a licenziarsi a causa dei continui episodi di bullismo che è stato costretto a subire. Short, dal canto suo, ha sempre rigettato ogni accusa, negando gli episodi descritti. I giudici alla fine hanno sentenziato che la flautolenza non può essere considerato un atto vessatorio, stabilendo che non può essere stabilito alcun risarcimento. La vicenda si è conclusa con un nulla di fatto, solo accuse portate via dal vento, è proprio il caso di dire.

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