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Catastrofi. Ci vuole un corno

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Per scongiurare le catastrofi ci vuole un corno. Così deve aver pensato il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris che, per il prossimo Natale, ha pensato di istallare sul lungomare partenopeo un gigantesco corno rosso. Contro la iattura, insomma. Sopra Napoli si erge il Vesuvio che, prima o poi, si riattiverà e a rischio ci sono 600 mila persone. Ovviamente, non basta il corno, o le corna, per evitare le calamità ma la prevenzione, che va programmata. La messa in sicurezza sismica del nostro Paese prevede impegni di spesa da 37 a 850 miliardi, in relazione alle tipologie di intervento; cifre enormi, direbbe qualcuno, già, ma per il terremoto nell’Italia centrale dello scorso anno (oggi ricorre l’anniversario), sono stati calcolati 22 miliardi di spesa.  Questi soldi potevano essere stanziati in prevenzione, ad iniziare da ospedali (ricovero dei feriti), scuole (ricovero per sfollati), prefetture, sedi comunali e caserme (centri di comando e coordinamento).
Sussiste il problema degli edifici abusivi, spesso costruiti male, fragili ad ogni sommovimento (vedi Ischia), che dovrebbero avere la precedenza nella valutazione del rischio e dei relativi interventi, che competono ai sindaci, i quali però o tacciono, o vengono dimessi (vedi sindaco di Licata) o, anche, si dilettano in pratiche esoteriche.

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