Chi rimane a dormire dopo lo squillo della sveglia è più intelligente: lo dice la scienza

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Quando volte vi è capitato di sentire quell’intrusione squillante nel bel mezzo di un sogno bellissimo, allungare la mano verso il telefono, e rimandare di dieci minuti l’inevitabile risveglio?

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Fino ad oggi vi chiamavano pigri, vi dicevano dormiglioni e scuotevano la testa di fronte a questa cattiva abitudine. Ma ora sapete cosa rispondergli: ben due studi scientifici collegano la difficoltà a svegliarsi con un’intelligenza sopra la norma!

Questo è quanto emerge da una ricerca scientifica che mette in dubbi la naturalità di svegliarsi a comando, con i ritmi della società contemporanea. Non serve andare molto indietro nel tempo, infatti, per scoprire che le generazioni passate, appena prima della rivoluzione industriale, si addormentavano e si svegliavano in accordo al proprio ritmo biologico!

Chi continua a fare “come facevano gli antichi” risulta essere una persona più serena e creativa, in grado di affrontare le sfide della giornata più efficacemente degli altri.

Un ulteriore studio viene in soccorso a quanti di noi conducono una vita “sregolata”. Questa ricerca dell’Università di Southampton aveva lo scopo di verificare la famosa massima di Benjamin Franklin che tanto ha vessato le vite dei pigri di tutto il mondo: “Andare a letto presto per svegliarsi presto la mattina rende un uomo sano, ricco e saggio”.

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Ebbene, indagando la vita di oltre mille soggetti hanno scoperto che i cosiddetti “gufi”, cioè coloro che vanno a dormire dopo le 23 e si alzano dopo le 8, hanno in media una carriera più soddisfacente e in generale una vita più serena.Ora sapete cosa rispondere a chi vi fa pesare quei “cinque minuti in più” sotto le coperte!

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